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La donna? Un cliente difficile e complesso

La redazione   |  13 maggio 2014

Il libro Pink Marketing (scritto da Marzia Istria ed edito da Lupetti) offre un profilo dettagliato del Consumatore Donna: ha un’età media di 45 anni, un’aspettativa di vita superiore all’uomo (85 anni) ed elevato livello di scolarizzazione (le donne rappresentano il 60% dei laureati); inoltre, nei consumi le sue scelte sono spesso decisive, perché in alcuni canali la donna è nella famiglia colei che più spesso decide gli acquisti. Infine, nella popolazione italiana le donne sono 31 milioni, contro i 29 milioni di uomini (Istat 2010). Bisogna anche considerare che la donna è un consumatore particolarmente complesso ed eterogeneo: riveste diversi ruoli e, nonostante il pochissimo tempo a disposizione, nutre molti interessi, è curiosa e innovatrice. Una recente ricerca del Bcg (Boston consulting group) ha riassunto i tratti del comportamento del Consumatore Donna italiano: prima di acquistare utilizza Internet come fonte d‘informazione; partecipa in maniera rilevante a blog tematici; acquisisce e diffonde informazioni con il passaparola ed è particolarmente soggetta all’acquisto di impulso; la donna fa dell’acquisto un momento incui tutti i sensi contribuiscono alla realizzazione di un’esperienza appagante. Per la donna di oggi, in sintesi, il consumo non è una finalità ma è uno strumento per raggiungere beni difficilmente quantificabili come la qualità del tempo libero, la profondità delle esperienze vissute, il semplice stare bene. Questo ritratto obbliga a ripensare la relazione con questo target attraverso un percorso e un’accoglienza adeguata all’interno del punto vendita: innanzitutto va stimolato l’acquisto di impulso, con la proposta di offerte “benessere” calibrate su misura, legate alle esigenze complessive della donna e non soltanto alla specifica patologia.