SPESA FARMACEUTICA
Federfarma, proposte ingessate
per gli equivalenti

 
  Il ruolo del farmacista nello sviluppo del comparto dei farmaci
generici è fondamentale. Ma l'associazione di categoria è molto
critica sulle disposizioni che riguardano le condizioni d'acquisto.
Pubblichiamo una nota diramata da Federfarma


Adesso al Tavolo delle trattative hanno cambiato idea: la flessibilità e la capacità di rispondere adeguatamente alle necessità del cittadino non sono più un valore.
Rendere rigide le condizioni applicate dai fornitori alle farmacie nella vendita di farmaci significa ingessare il mercato, significa eliminare qualsiasi elemento di flessibilità sui farmaci equivalenti, che è anche una contraddizione in termini.
Una parte del pacchetto di misure per tagliare ulteriormente la spesa farmaceutica – peraltro in calo del 6,8% nel 2007 e in forte calo anche quest’anno – di fatto disincentiverebbe il farmacista a proporre l’equivalente, lasciandogli solo l’onere di informare; si bloccherebbe così di fatto la diffusione di questi farmaci che garantiscono risparmio per lo Stato.
Fissare condizioni di acquisto rigide vuol dire impedire alla farmacia di avere un magazzino ben fornito, in grado di rispondere subito alle richieste del cittadino e far pagare solo alla farmacia lo scotto di una carenza nel controllo della dinamica dei prezzi dei farmaci equivalenti.
Tutto ciò contrasta anche con l’azione del Consiglio dei Ministri che, poche settimane fa, ha rinviato alla Corte Costituzionale una legge della Regione Puglia che imponeva condizioni di acquisto fisse a industria, grossista e farmacia, sostenendo che tale norma «incide sull’autonomia contrattuale delle parti nella determinazione di accordi sulla distribuzione di farmaci, perché introduce un principio di immodificabilità contrario alla libera determinazione del contenuto dei contratti » ed à perciò una norma incostituzionale.
Sarebbe paradossale che oggi il Governo - prima che la Corte Costituzionale esprima il proprio parere - facesse propria questa impraticabile proposta, presentata al tavolo tecnico, basata sullo stesso principio duramente criticato nel ricorso alla Corte Costituzionale meno di due mesi fa.
«Stiamo lavorando - dichiara Annarosa Racca, Presidente di Federfarma - con le altre componenti della filiera per individuare una proposta seria, praticabile e realmente efficace per rendere ancora più efficiente l’unico settore della sanità che, in assoluta trasparenza, rispetta il tetto di spesa previsto».

(5 ottobre 2008)

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