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LIBERALIZZAZIONI Annarosa Racca: farmaci senza farmacista, perché no? |
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In un'intervista a PharmaRetail il presidente di Federfarma commenta positivamente il disegno di legge Gasparri Tomassini sul riordino del settore. Ma annuncia interventi della categoria per apportare modifiche e integrazioni Una lista selezionata di farmaci Otc, in confezioni ridotte, vendibili in qualsiasi punto vendita senza presenza del farmacista. Questa la proposta contenuta nel Ddl Gasparri Tomassini sul riordino del sistema farmaceutico. Che trova il consenso, con riserva, dei vertici di Federfarma. «Si tratta di un provvedimento – ha spiegato a PharmaRetail il presidente di Federfarma Annarosa Racca – che va a rimodulare il servizio farmaceutico portando delle novità, senza distruggere la farmacia. È un buon punto di partenza per una riforma equilibrata, poiché si tratta finalmente di un testo che introduce elementi di competitività e va a vantaggio del cittadino, senza smantellare il sistema attuale». Una valutazione, quindi, positiva nel suo complesso, come il presidente ha recentemente ribadito anche in replica al Ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola che si è dichiarato contrario al Ddl, in quanto il provvedimento annullerebbe la liberalizzazione dei farmaci da banco. «Il DDL Gasparri Tomassini - ha affermato Racca - propone un ampliamento della liberalizzazione dei farmaci da banco in quanto prevede la possibilità che alcuni dei medicinali di automedicazione piùmaneggevoli, in confezioni ridotte, siano vendibili in qualsiasi esercizio commerciale, anche senza la presenza obbligatoria del farmacista. Il provvedimento consentirebbe quindi di rendere accessibili tali confezioni ridotte di farmaci di uso comune anche in luoghi oggi sprovvisti, come autogrill e piccole stazioni». Quali sono, quindi, le riserve? «Il provvedimento così come è stato formulato – ci ha spiegato la dottoressa Racca – non prevede una protezione per le farmacie rurali, che noi consideriamo fondamentale in qualsiasi proposta di intervento sul sistema. Bisognerebbe poi rivedere i concorsi, controllare le aperture, insomma, il Ddl è una buona base di confronto, ma va rivisto e implementato. Noi lo stiamo analizzando e abbiamo aperto un dibattito interno alla categoria per farci promotori di modifiche e integrazioni. Nei prossimi mesi seguiremo molto attentamente l’iter del provvedimento che, lo ricordiamo, al momento è solo un disegno di legge».
(31 ottobre 2008)
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