![]() |
|
|
MERCATI
♦
FARMACO Gli equivalenti si fanno strada nella classe degli psicolettici |
|
In un settore sostanzialmente dominato dal farmaco etico, i generici hanno conquistato una quota interessante Forse dipende dal fatto che il paziente che acquista ansiolitici, antipsicotici, ipnotici e sedativi fa uso di questi farmaci per periodi prolungati ed è quindi particolarmente attento al costo, ma nella categoria degli psicolettici i dati di sell out dei prodotti generici sono superiori a quelli di altre categorie. Da una rilevazione commissionata da PharmaRetail a New Line, relativa al periodo gennaio-ottobre 2008 su un campione di circa 2.000 farmacie reclutate sul territorio nazionale emerge infatti che, in un mercato sostanzialmente presidiato dal farmaco etico, che complessivamente copre il 98% del totale, il 28% dei pezzi venduti e il 18% del dato a valore sono rappresentati da farmaci equivalenti. «Parlando di valori assoluti – spiega Elena Folpini, responsabile divisione ricerche di mercato di New Line - il mercato rappresenta, mediamente, un giro d’affari di complessivo di circa 46.000 euro per farmacia, nei dieci mesi considerati, e può essere sostanzialmente suddiviso in tre segmenti. Gli ansiolitici, che con 3.800 pezzi medi realizzano un valore di 23.000 euro, gli ipnotici e sedativi, 1.100 pezzi per 11.000 euro e gli antipsicotici, 610 pezzi medi per 11.900 euro. Tutti i tre segmenti considerati hanno un andamento sostanzialmente piatto». Irrilevante la presenza di Otc e Sop, con una quota del 2% circa, peraltro in forte diminuzione. L’analisi del rank delle aziende produttrici e la classifica dei prodotti più venduti confermano l'importanza del ruolo del generico nelle classi terapeutiche considerate. «Per quanto riguarda le aziende – afferma Folpini – al primo posto troviamo Pfizer Italia, che con il marchio Xanax ha l’11% di quota a valore, ma già al secondo posto emerge Dorom, con l’equivalente Lorazepam, e altri due produttori di generici, Eg, sempre con Lorazepam e Mylan con Alprazolam figurano fra le prime dieci, rispettivamente all’ottavo e nono posto». Le altre aziende della top ten sono Wyeth Lederle (Tavor), Roche (Lexotan), Bayer (Minias), Sanofi Aventis (Stilnox), Abbott (En) e Solvay Pharma (Frontal) e coprono, compressivamente, il 62,3% a valore del mercato. «La situazione è analoga – sottolinea Folpini – nella classifica dei primi quindici prodotti, che vede al primo posto il Tavor in confezione da 20 compresse da 1 mg (360 pezzi medi), seguito dal Lexotan Os Gtt 20 ml 2,5mg/ml, e, immediatamente dopo, dai due Lorazepam della Dorom, in confezione da 20 compresse da 1 e da 2,5 mg». Al risultato positivo conseguito dai generici contribuisce probabilmente anche la possibilità, quantomeno su un piano puramente emotivo, che il paziente ha di riscontrare l’effettiva validità del prodotto. È ovviamente solo un’ipotesi: sarebbe interessante capire, per ogni classe terapeutica, quali sono le dinamiche che, al di là del prezzo e dell’indicazione del farmacista o del medico, rendono il paziente più o meno propenso a scegliere i farmaci equivalenti. Per ulteriori informazioni e approfondimenti inviare una richiesta a New Line.
(14 dicembre 2008)
|
HOME
ARTICOLI CHI SIAMO CONTATTACI VETRINA EVENTI ISCRIVITI |
|
© Pharmaretail.it 2008
|