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Dai dati di Unipro ancora segnali positivi nel mercato cosmetico
che nel 2008 supera i 9.070 milioni di euro (+0,8%).
Unipro, l’Associazione Italiana delle Imprese Cosmetiche, alla conferenza stampa
di presentazione del Cosmoprof di Bologna, ha presentato la tradizionale
elaborazione dei dati di mercato, con riferimento alle tipologie di prodotto
vendute nel 2008. Grazie all’evoluzione nel vissuto dei consumatori il cosmetico diventa elemento di
progresso sociale: dall’igiene, alla bellezza e al benessere personale.
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In un momento di congiuntura pesantemente condizionato dalla crisi finanziaria
mondiale, il consumo di cosmetici in Italia registra segnali di tenuta: il 2008, infatti,
secondo i dati elaborati dal Centro Studi e Cultura d’Impresa di Unipro, chiude con un
valore del mercato di 9.070 milioni di euro e una crescita dello 0,8%.
Per effetto della tenuta del mercato e grazie alle esportazioni, ritornate in crescita
(+2,1%) con un valore di oltre 2.310 milioni di euro dopo un anno di flessione, il
fatturato delle industrie italiane cresce dell’1,2%, con un valore di poco superiore
agli 8.340 milioni di euro.
L’andamento dei consumi per canale conferma la dinamica di luoghi di distribuzione più
specifici e attenti al servizio alla clientela come le farmacie, cresciute del 3,8% con un
valore di quasi 1.390 milioni di euro e le erboristerie, +3,7% per un mercato che pesa
oltre 310 milioni di euro.
“Confrontando i dati con quelli della profumeria – sostiene Gianandrea Positano, direttore del Centro Studi Unipro – appare evidente l’avanzata della farmacia in alcuni segmenti di nicchia, come gli ipoallergenici. In generale possiamo dire che, sia per quanto riguarda i prodotti per il viso che quelli per il corpo, il consumatore è molto favorevole a riconoscere un valore aggiunto ai prodotti commercializzati in farmacia, con determinate caratteristiche di qualità a livello dermatologico. Per contro, in farmacia sono bassissimi i dati che si riferiscono alla profumeria alcolica, ma anche al make up dove, al di là dei prodotti specifici per pelli problematiche, non può competere con la profumeria, né in termini di appeal, né per quanto riguarda l’ampiezza e la profondità di gamma. Sta quindi alle aziende gestire la propria offerta in modo da evitare sovrapposizioni e proporre strategie differenziate per brand e per canale, valorizzando le peculiarità di ogni specifico format distributivo”.
(22 marzo 2009)
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