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NORME
Pianta organica e remunerazione:
è scontro fra Antitrust e Federfarma
Il Presidente di Agcom Catricalà in un'audizione alla Commissione Sanità del Senato ribadisce le posizioni dell'Autority sulle farmacie. Netta la replica della Presidente Racca, che sottolinea quanto espresso dalla Corte di Giustizia Europea in tema di tutela del cittadino.
 

Si riaccende il dibattito fra l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e Federfarma sul tema del sistema italiano di distribuzione del farmaco. Le posizioni dell'Antitrust non sono nuove, e l'occasione per ribadirle è stata un'audizione alla Commissione Sanità del Senato.

Secondo il Presidente di Agcom è necessaria una razionalizzazione del sistema che, com'è oggi, "'impone costi diretti sulla collettività e ingenti costi indiretti connessi con il blocco di nuove iniziative imprenditoriali. La soluzione teorica migliore sarebbe quella di superare il criterio della pianta organica''.
Secondo l'Autority è ''prioritario aumentare almeno il numero delle farmacie. Orari e turni dovrebbero essere lasciati alla libertà di impresa''. E' necessario, inoltre, dare piu' spazio alle parafarmacie: ''Andrebbero limitate le esclusivedi vendita e ammessi alla distribuzione di canali alternativi anche i farmaci di fascia C''. La tutela della salute "si persegue imponendo la presenza del farmacista nell'esercizio commerciale e non con il numero chiuso''.

Ma l'intervento di Catricalà non si limita a questo e tocca anche il tema della remunerazione. E' necessario, sostiene "rivedere il sistema di remunerazione delle farmacie che appare inefficiente e foriero di incentivi perversi. Non una percentuale sul valore del farmaco, ma un importo come corrispettivo degli oneri di distribuzione".

La risposta della categoria non si fa attendere. "Non concordo - afferma la Presidente Annarosa Racca - con le affermazioni del Presidente dell'Antitrust. Demolire le regole che oggi garantiscono il buon funzionamento del servizio farmaceutico sarebbe solo un danno. Il Presidente dell'Antitrust continua, ad esempio, a sostenere che l'eliminazione della pianta organica delle farmacie andrebbe a vantaggio del cittadino che, da una maggiore concorrenza tra farmacie, otterrebbe benefici in termini di risparmio e di facilità di accesso al farmaco. Questa affermazione è tutta da dimostrare. La Corte di Giustizia Europea ha detto esattamente il contrario: le regole servono a tutelare il cittadino.
Quello che è certo è che l'abolizione della pianta organica e la conseguente possibilità di aprire farmacie ovunque indurrebbe i farmacisti che oggi assicurano il servizio nelle piccole località rurali a trasferirsi nelle zone più redditizie dei grandi centri urbani. In città il numero delle farmacie aumenterebbe, mentre i tanti piccoli centri del nostro Paese resterebbero privi di un servizio essenziale. In molti paesi la farmacia è l'unico presidio sanitario sempre accessibile. Ricordo che in Italia oggi esiste una farmacia ogni 3.300 abitanti, esattamente in linea con la media europea.
Piuttosto che liberalizzare, è necessario dare piena attuazione alla normativa vigente, fare i concorsi e consentire l'apertura delle farmacie dove effettivamente servono. In questo modo si risponderebbe realmente ai bisogni dei cittadini".


16 novembre 2010

 
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