SPECIALE OMEOPATIAIN PRIMO PIANO
Arriva l'influenza: omeopatia sì o no?
E' il tema del momento su molti quotidiani: da adesso alla prima settimana di febbraio si prevede il picco di incidenza stagionale della sindrome influenzale. Fra consigli e raccomandazioni, un'indicazione del Ministero: EVITARE I FARMACI OMEOPATICI. MA COSA C'E' DI VERO? PHARMARETAIL LO HA CHIESTO ALLE PARTI IN CAUSA.

Riepiloghiamo innanzitutto i fatti. Negli ultimi giorni dell'anno muore, sembra a causa del virus influenzale A/H1N1, Caroline Lois Benoist.
Non è il primo caso, ma il fatto che la giovane inglese fosse l'animal trainer dei film di Harry Potter punta i fari sull'argomento influenza. In queste settimane, inoltre, si prevede il picco di incidenza della sindome influenzale e la stampa si interessa giustamente del problema.
Diversi quotidiani escono con articoli con utili indicazioni su cosa fare quando si viene colpiti dal virus e diversi riportano un "consiglio" del Ministero della Salute: no ai rimedi omeopatici.

La notizia sorprende gli addetti ai lavori per cui noi di PharmaRetail ci siamo rivolti direttamente al Ministero della Salute per chiedere chiarimenti anche perché, cercando in rete, non troviamo conferma di tale presa di posizione. L'Ufficio Stampa del Ministero smentisce categoricamente di aver diffuso questa informazione.

Continuiamo quindi le nostre ricerche e troviamo le linee guida redatte dall'Istituto Superiore di Sanità nel 2008 in cui si dice, in riferimento a "simil oscillococcinum e miscele preparate omeopaticamente di virus e batteri intattivati" che "le prove raccolte non sono di forza sufficiente per consigliare l'utilizzo di routine di questi preparati". Gli studi inclusi nell'analisi, conclude il documento "non garantiscono la forza sufficiente per raccomandare l'uso di terapie non convenzionali al fine di prevenire la sindrome influenzale o per migliorarne l'evoluzione clinica". Tralasciando la curiosa espressione "simil oscillococcinum" l'indicazione del Ministero non sconsiglia l'uso di prodotti omeopatici.
Il concetto viene ripreso da un opuscolo destinato al pubblico in cui si dice che "studi clinici non mostrano una efficacia di farmaci non convenzionali quali l'Oscillococcinum e le erbe cinesi sia nel ridurre le giornate di febbre sia nel mitigare i sintomi". Sorvoliamo sulle erbe cinesi e cerchiamo di approfondire il tema omeopatia.

Abbiamo quindi interpellato il presidente di Omeoimprese, l'associazione di categoria dei produttori di medicinali omeopatici. "Gli articoli ci hanno sorpreso e riteniamo che sia molto scorretto diffondere queste false informazioni - afferma Fausto Panni -. Non c'è motivo di sconsigliare i medicinali omeopatici in caso di influenza. Essi infatti possono essere impiegati sia nella prevenzione sia per alleviare i sintomi, quali l'innalzamento della temperatura, senza effetti collaterali. Quando la procedura di registrazione, che di fatto non è ancora iniziata, sarà attivata dai dossier presentati dalle singole case farmaceutiche omeopatiche, si potranno conoscere in modo più dettagliato effetti e benefici".

L'Amministratore Delegato di Boiron ci fornisce ulteriori chiarimenti. "Anche noi abbiamo contattato il Ministero - afferma Silvia Nencioni  - e ci è stato detto che da parte loro non è partita nessuna comunicazione che sconsigli l'utilizzo di medicinali omeopatici contro l'influenza. Oscillococcinum è usato da 80 anni e non ci sono mai state segnalazioni di farmacovigilanza. Come è noto, infatti, i medicinali omeopatici, grazie alla loro estrema diluizione, vengono utilizzati anche da pediatri e ginecologi per bambini e donne in gravidanza, in totale sicurezza. Oscillococcinum è attualmente distribuito in 60 Paesi nel mondo e in Francia è il medicinale più usato per le sindromi influenzali. In passato il Ministero, nell'elaborazione delle linee Guida del 2008, si è basato sulla review della Cochrane Collaboration "Homeopatic Oscillococcinum for preventing and treating influenza and influenza-like sindrome" (2006) che prende in considerazione per le sue deduzioni 7 studi: 3 in prevenzione e 4 in trattamento dell'influenza. Le conclusioni della Cochrane dichiarano letteralmente: 'Anche se promettente, i dati non sono abbastanza forti per raccomandare generalmente l'utilizzo di Oscillococcinum per il trattamento di prima linea della sindrome influenzale e simil-influenzale, ma servirebbero ulteriori studi e si dovrebbe aumentare l'ampiezza del campione'. Insomma, qualcosa di ben diverso da no all'omeopatia! E' importante inoltre segnalare che gli studi di questa Cochrane con i risultati meno significativi non riguardano Oscillococcinum ma, come riportato negli obiettivi del lavoro, 'medicinali analoghi'. Sarebbe ora che le due branche della terapia farmacologica, omeopatia e allopatia, facessero fronte comune con l'unico obiettivo di essere al servizio dei malati. Attualmente sono in corso con il Ministero della Salute tavoli di lavoro per la registrazione dei medicinali, per far sì che gli omeopatici abbiano in Italia gli stessi diritti che hanno in altri paesi europei. In particolare ci sta a cuore la questione delle indicazioni terapeutiche, che non possono ancora essere riportate all'interno delle confezioni dei medicinali."
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Pubblicato il 12 gennaio 2011