Omeopatia: da oggi la Svizzera rimborsa le cure. E in Italia?
Insieme ad altre medicine non convenzionali le cure omeopatiche vengono riconosciute ai fini della rimborsabilità dal sistema sanitario elvetico. A.I.O.T. denuncia il ritardo della situazione nel nostro Paese.
Per il periodo che va da gennaio 2012 a dicembre 2017, le
medicine non convenzionali (la medicina antroposofica, l'omeopatia,
la terapia neurale, la fitoterapia e la medicina tradizionale
cinese) verranno rimborsate dall'assicurazione sanitaria
elvetica.
Lo ha deciso il Dipartimento Federale dell'Interno (DFI), tenendo
anche conto dell'esito favorevole del referendum popolare del 2009.
I cinque anni di transizione permetteranno di stabilire se tali
terapie soddisfino pienamente i criteri di efficacia,
appropriatezza ed economicità (cosiddetti "EAE") stabiliti dalla
legge.
Il Dipartimento chiederà ai rappresentanti delle cinque terapie
menzionate di elaborare una strategia e di provvedere alla
valutazione dei criteri EAE entro la fine del 2015, tenendo conto
dei dati già disponibili e rilevati in Svizzera. L'efficacia delle
cinque terapie di medicina complementare dovrà essere giudicata
anche da un istituto riconosciuto a livello internazionale, che
entro la fine del 2015 dovrà fornire una perizia indipendente
corredata di eventuali raccomandazioni. Il DFI inoltre si attiverà
per importanti riforme legislative di settore, quali la Legge
federale sulle professioni, mediche affinché la medicina
complementare venga inclusa negli obiettivi della formazione dei
diversi cicli di studio (medicina umana, farmacia, odontoiatria,
chiropratica e veterinaria), e la Legge sugli agenti terapeutici
per facilitare l'accesso al mercato dei medicamenti della medicina
complementare e dei preparati utilizzati tradizionalmente.
Ulteriori sviluppi saranno l'istituzione di diplomi nazionali in
terapia complementare e in medicina alternativa, la disponibilità
di mezzi per la ricerca anche per la medicina complementare, il
sostegno alla costituzione di cattedre/istituti di medicina
complementare.
Il paragone con la situazione italiana giunge spontaneo: nonostante
gli oltre 11 milioni di italiani che usano medicine complementari e
gli oltre 20.000 medici che le prescrivono, dal punto di vista
legislativo, la medicina omeopatica rimane priva di regole.
L'A.I.O.T. - la più rappresentativa associazione italiana di medici
del comparto biologico-naturale si è pronunciata sul punto:
«L'esempio Svizzero» ha commentato il Prof. Leonello
Milani, medico, Vicepresidente A.I.O.T. e
Vicepresidente dell'Accademia Internazionale di Medicina
Fisiologica di Regolazione «non può che sottolineare la grande
distanza culturale e politica rispetto all'Italia, dove l'inerzia
delle istituzioni pubbliche - a fronte di un vero e proprio obbligo
legislativo a procedere in attuazione della Direttiva Europea
recepita nel 2006, non consente di fatto la registrazione di
medicinali omeopatici e finalmente la possibilità di indicare sulle
confezioni posologia e ambito di utilizzo terapeutico - limita
fortemente medici e pazienti nel proprio diritto inalienabile alla
libertà di scelta terapeutica».
Pubblicato il 19 gennaio 2011
