Querelle sui prezzi dei farmaci equivalenti
La risposta di Assogenerici al comunicato diramato da Aifa: non esiste una data "concordata" per allineare i prezzi. Il commento del Presidente Giorgio Foresti: a rischio la disponibilità di farmaci fondamentali.
Sul numero scorso di PharmaRetail abbiamo pubblicato il comunicato
diramato da Aifa sul riallineamento dei prezzi dei farmaci
equivalenti nel quale l'Agenzia del Farmaco indicava come entro
ieri (21 aprile) la maggior parte delle aziende avrebbero adeguato
i prezzi al pubblico a quelli di riferimento.
Pubblichiamo quindi la replica di Assogenerici che ribadisce che la
decisione di procedere al riallineamento spetta alle singole
aziende. "In merito al comunicato stampa n° 195 diramato
dall'Agenzia Italiana del Farmaco AssoGenerici precisa che il
riallineamento parziale è in atto, ma non è in grado di indicare né
l'entità né una data precisa, perché questa decisione spetta alle
singole aziende associate sulla base del proprio conto economico.
Quello che AssoGenerici può affermare è che la riduzione dei prezzi
prospettata dalla delibera AIFA, sulla scorta della manovra
economica della scorsa estate, è tale da rendere impossibile la
produzione della totalità dei medicinali toccati dalla revisione
dei prezzi di riferimento, nelle attuali condizioni del mercato
italiano degli equivalenti caratterizzato da bassi volumi di
vendita, e che questo è il dato con cui ci si confronta da anni.
Come sempre hanno fatto, le aziende produttrici di equivalenti,
laddove è possibile, provvederanno ad abbassare i prezzi per venire
incontro alle necessità finanziarie dello Stato, ma un taglio
dell'entità prevista dalla delibera, 600 milioni, è al di là delle
possibilità del mercato".
Arrivati a questo punto, il problema è infatti la sostenibilità
economica del settore. "AssoGenerici - ha dichiarato il presidente
Giorgio Foresti - ritiene sia palese a chiunque
che un comparto come quello del farmaco generico, che vale circa
750 milioni di euro, non possa subire una riduzione per un importo
di 600 milioni senza riportare un autentico tracollo, che
metterebbe a rischio la disponibilità, anche per il futuro, di
medicinali fondamentali per la salute pubblica a costi contenuti.
L'elemento più grave è che, se le aziende non riusciranno ad
adeguarsi ai nuovi prezzi rimborsati dal SSN, tutto questo si
tradurrà in un prelievo diretto sulle tasche dei cittadini,
costretti a versare la differenza tra il prezzo di riferimento e
quello determinato dalla compatibilità economica della produzione.
Di fatto, per AssoGenerici la manovra potrebbe tradursi
nell'introduzione di un 'ticket moderatore', di cui si cercherà di
scaricare la responsabilità sulle aziende produttrici di farmaci
generici. Una spiegazione, questa, che non corrisponderebbe alla
realtà, soprattutto a fronte del fatto che non si è intervenuti
adeguatamente per promuovere questo comparto in Italia e per
diffondere tra medici e cittadini una reale cultura del farmaco
senza brand, come avviene invece nei Paesi europei".
Tra AIFA ed Assogenerici si sono susseguiti molti incontri, nel
corso dei quali l'Associazione di categoria ha sempre ribadito la
necessità, per le proprie aziende, di avere l'accesso ai volumi.
Solo se si fossero garantite adeguate quote di mercato, le
industrie avrebbero potuto sostenere da un punto di vista economico
la conseguente discesa dei prezzi; un concetto, questo, che la
stessa Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha più
volte posto in evidenza.
Gli incontri sul tema stanno continuando e vedono la partecipazione
di tutte le parti in causa, dalla distribuzione finale e intermedia
del farmaco, alle associazioni dei consumatori, fino al
coinvolgimento del Ministro Tremonti. Sarà nostra cura darne
puntuale notizia nei prossimi numeri di PharmaRetail.
Pubblicato il 22 aprile 2011
