Gli italiani al sole. Cosa è cambiato negli ultimi dieci anni?
Più consapevoli, ma ancora poco protetti: questo il dato principale emerso dall'indagine condotta da GFK Eurisko per Eau Thermale Avène. Cresce l'importanza della farmacia nel fare informazione e si individua un target particolarmente interessante: le mamme.
A 10 anni di distanza dall'indagine condotta nell'ambito del
progetto Benvenuto Sole, Eau Thermale Avène ha commissionato a GFK
Eurisko una nuova ricerca finalizzata ad individuare i
comportamenti della popolazione italiana rispetto all'esposizione
solare.
Come rilevato da dati europei, la Ricerca GFK Eurisko condotta a
gennaio 2011 evidenzia che gli italiani hanno migliorato i loro
atteggiamenti al sole quando sono in vacanza, ma non sono
sufficientemente attenti alla protezione solare nella quotidianità,
sottovalutando così i rischi del sole preso in modo
involontario.
Per quanto riguarda la cosiddetta "esposizione volontaria" la
ricerca evidenzia un piacere crescente nell'esporsi al sole, con
una percezione condivisa di effetti benefici sia fisici che
psicologici, ma anche una sempre maggiore consapevolezza dei rischi
del sole e della necessità di proteggersi. Oggi nove italiani su
dieci sanno che è importante proteggersi dal sole, anche se, a
fronte di questa consapevolezza, ci si sente personalmente poco a
rischio delle conseguenze più gravi.
La maggiore consapevolezza incentiva l'orientamento alla
protezione. Circa due italiani su tre utilizzano fattori protettivi
quando prendono il sole, 4 milioni in più rispetto a dieci anni fa.
Coloro che si proteggono lo fanno nella maggior parte dei casi in
modo continuativo e usando indici di protezione significativamente
più alti rispetto al passato.
Da segnalare tuttavia che ancora una buona parte degli italiani
(oltre un terzo) non si protegge affatto.
Diverso il discorso per l'esposizione non volontaria. Anche quando
non siamo distesi sull'asciugamano, infatti, siamo in realtà
esposti ai raggi solari. Fra gli intervistati coinvolti nella
ricerca GFK Eurisko meno di un terzo ha dichiarato di proteggersi
dal sole quando non sono in vacanza. Ci si pensa di meno,
soprattutto in città, in bicicletta o al parco e comunque si pensa
di prendere poco sole o che il sole sia poco dannoso.
In primavera, in particolare, l'utilizzo di prodotti protettivi
appare ancora meno diffuso: oltre la metà degli italiani pensa che
il sole primaverile sia meno dannoso di quello estivo. Solo uno su
cinque si protegge e di questi la metà lo fa in modo
saltuario.
Due terzi degli italiani si ritengono informati sulla
fotoprotezione, soprattutto dai media (TV e stampa). Cresce,
tuttavia, l'importanza degli interlocutori esperti e qualificati:
sempre più importante è il ruolo della farmacia e del farmacista
come veicolo di informazione e consiglio, così come è fortemente
atteso un ruolo attivo di informazione da parte del dermatologo e
del medico di famiglia. Importante anche il ruolo del pediatra,
considerando anche che le mamme con figli di età inferiori ai 14
anni sono i soggetti più attenti alla protezione.
Pubblicato il 22 aprile 2011
