La farmacia riparte dai servizi
Questo il dato che emerge dal sondaggio lanciato in collaborazione con Mach4 Pharma System Italia e Staff 3 per capire come sta cambiando il settore e, soprattutto, cosa si aspettano i farmacisti nel prossimo futuro.
Presentati in anteprima a Cosmofarma, presso lo stand
Mach4 Pharma System Italia e Staff 3 i risultati dell'analisi
lanciata su PharmaRetail sul futuro della farmacia e le aspettative
dei farmacisti. Numerosi operatori hanno avuto modo di visionare i
dati direttamente in fiera, per gli altri proponiamo una sintesi.
Per avere ulteriori informazioni sulla versione integrale del
sondaggio e sulle prossime survey in programma su PharmaRetail è
possibile contattare la redazione.
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Il primo dato che emerge è una generale incertezza sul futuro della
farmacia. Dei 195 farmacisti intervistati il 36% pensa che si
arriverà alla liberalizzazione della pianta organica e il 43%
ritiene che verrà introdotta la liberalizzazione della proprietà
delle farmacie. Rischi che probabilmente in passato non erano
sentiti in modo così forte e che ora fanno invece parte delle
preoccupazioni degli operatori del settore.
L'introduzione dei servizi in farmacia viene valutato positivamente
da diversi punti di vista. Innanzitutto il farmacista ritiene
questa opportunità un elemento professionalmente qualificante (39%)
ed una risposta alle richieste del paziente (27%), mentre il 18% la
considera un'opportunità di business. C'è però anche un 16% di
intervistati che ritiene si tratti di un inutile dispendio.
Per quanto riguarda lo scenario competitivo, i centri commerciali
fanno ancora paura. Nonostante i dati dimostrino un'erosione minima
di fatturato da parte della distribuzione moderna nei confronti del
canale farmacia, il 61% degli intervistati ritiene si tratti dei
concorrenti più pericolosi. Le parafarmacie, invece, vengono
indicate solo dal 28% del campione, nonostante non abbiamo ancora
espresso tutto il loro potenziale, a differenza dei centri
commerciali.
L'aggregazione fra farmacie viene ritenuta essenziale (34%) o
importante (42%) da una buona parte degli intervistati, ma c'è
ancora una parte di farmacisti che non la ritiene fondamentale. La
scarsa sensibilità verso strategie commerciali moderne si fa più
accentuata nel caso delle carte fedeltà, ritenute poco importanti
dal 44% del campione.
Passiamo ora a verificare gli investimenti dei farmacisti.
Nell'ultimo anno due sono state la voci che hanno assorbito
l'impegno maggiore: i servizi (20%) e la cosmetica (19%).
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In prospettiva futura, cresce l'importanza degli investimenti in
serviz (23%), che nel breve-medio periodo sono destinati a
diventare uno degli assett vincenti della farmacia. Ma diventa
importante anche la modernizzazione della farmacia (17%), un
processo che evidentemente non è stato ancora completato su tutta
la rete.
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Per quanto riguarda le categorie merceologiche, quelle in cui i
farmacisti hano maggiormente investito nell'ultimo anno sono
dermocosmesi e igiene (28%) seguite dalla fitoterapia e dall'area
del naturale (20%) e alimenti e integratori (18%).

Parlavamo della modernizzazione delle farmacie. Decisamente
disarmante il dato che riguarda la robotizzazione: il 91% del
campione ha dichiarato che la propria farmacia non è ancora
robotizzata e, solo il 9% fra questi che lo sarà nei prossimi due
anni. Questo, nonostante sembrino ben chiari i vantaggi offerti
dalla robotizzazione.

I farmacisti, però, vedono anche una serie di svantaggi, primi fra
tutti il difficile ritorno economico e la dipendenza
dall'assistenza.

Concludiamo con i desiderata dei farmacisti per un futuro più
sereno: da una parte meno burocrazia (36%), dall'altra una maggiore
valorizzazione della farmacia come presidio della sanità sul
territorio (34%). Almeno su quest'ultimo punto, con la farmacia dei
servizi, siamo probabilmente sulla strada giusta.

Pubblicato il 6 giugno 2011
