EDITORIALE
Omeopatia, non solo un problema di informazione
Omeoimprese contesta le “informazioni sommarie” date dalla stampa sul caso del bambino deceduto nei giorni scorsi a Lecce. Pubblichiamo le precisazioni del Presidente dell’Associazione, aggiungendo qualche riflessione
Paola Gallas

L'omeopatia è molto diffusa in età pediatrica perché permette di risolvere molte malattie stagionali senza ricorrere a farmaci ricchi di controindicazioni, come gli antibiotici o gli antipiretici. Ha destato quindi sconcerto la morte, nei giorni scorsi, di un bambino di quattro anni curato con terapie omeopatiche dal padre medico omeopata.

Per chi ha una conoscenza anche minima dell'omeopatia è evidente come il tragico evento non possa essere legato alla somministrazione di prodotti omeopatici.

Riceviamo da Omeoimprese una dichiarazione che riportiamo di seguito.

Muore un bambino di quattro anni, le cause sono ancora tutte da accertare ma molta stampa salta subito alle conclusioni: il padre medico omeopata non avrebbe utilizzato la terapia adeguata. Omeoimprese, l'associazione dell'industria omeopatica, si domanda quale servizio di corretta informazione sia stato reso ai lettori. "Prima di tutto mi sento di esprimere un sentimento di vicinanza alla famiglia, la crudezza delle notizie date può solo aumentare il dolore di questi genitori - afferma Fausto Panni, presidente Omeoimprese -. Le notizie a disposizione sono davvero poche per sapere la causa reale della morte. Una cosa possiamo affermare, che mentre ogni giorno muoiono persone per terapie allopatiche inadeguate o per reazioni avverse e non se parla, basta un caso, oltretutto dubbio, per titolare che si muore a causa dell'omeopatia. Forse pochi sanno che esiste un sistema di farmacovigilanza nazionale che registra le reazioni avverse ai farmaci anche omeopatici. Bene dagli ultimi dati resi disponibili dall'ISS è emerso che su cinque anni di osservazioni le reazioni avverse attribuibili ai prodotti omeopatici sono state 21, a fronte di milioni di farmaci omeopatici venduti, e senza alcun decesso".

Prendiamo atto delle precisazioni del Presidente Panni, ma ci sembra doveroso aggiungere qualche osservazione.

Da un'analisi della rassegna stampa rileviamo che la maggior parte delle notizie citi, come cause del decesso, un rigurgito, un'insufficienza cardio-respiratoria o un debilitazione dovuta a problemi gastrointestinali. Non abbiamo invece trovato articoli nei quali vengono citate reazioni avverse alla terapia somministrata. Viene evidenziato come il bambino sarebbe stato curato con farmaci omeopatici dal padre omeopata per una sindrome influenzale, patologia per la quale non sarebbe giustificato un decorso così lungo come nel caso in questione.

Usiamo il condizionale perché al momento non si conosce la causa reale del decesso (i risultati dell'autopsia saranno disponibili fra circa un mese) e per quanto riguarda la dinamica dei fatti riteniamo sia la magistratura a doversi esprimere. Prendiamo semplicemente atto che i genitori del bambino risultano indagati per omicidio colposo, e questa non è un'accusa mossa dai giornalisti.

PharmaRetail dedica da sempre una particolare attenzione alle terapie non convenzionali (vedasi anche l'articolo Nato: così curiamo i militari al fronte su questo numero) e in particolare all'omeopatia, sulla quale abbiamo recentemente pubblicato uno speciale. Lasciamo agli addetti ai lavori il compito di sottolineare in quali casi e con quali modalità sia corretto scegliere fra medicina allopatica e terapie non convenzionali. Ma ci sia concesso di essere d'accordo con i colleghi della stampa generalista sul fatto che la morte di un bambino di quattro anni per cause imprecisate, nel 2011 in un paese civilizzato costituisca una drammatica notizia.

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Pubblicato il 26 ottobre 2011