Non solo farmaco
Divisi fra farmacia e altre tipologie distributive, i prodotti a libera vendita registrano performance interessanti e costituiscono uno spunto interessante per verificare cosa succede nei punti vendita della Gdo
In questi giorni si è parlato molto dell'uscita dei farmaci di fascia C dal canale specializzato. Ci sembra quindi interessante proporre un confronto di quanto sta accadendo nella distribuzione moderna (non parliamo solo di corner salute) e in farmacia su alcune categorie di prodotto che riguardano la salute.
Secondo i dati Nielsen relativi all'anno mobile terminante a ottobre 2011, i principali prodotti a libera vendita rappresentano complessivamente un giro d'affari di 15,1 milioni di euro che cresce del 3,5 per cento. Un 46,3% del totale viene commercializzato in farmacia, la cui quota tende complessivamente ad aumentare rispetto a quella della Gdo. Nella tabella Nielsen i best e i worst performer della categoria.

Vediamo le dinamiche di alcune categorie. La più importante è indubbiamente quella degli integratori, che in farmacia rappresentano un business di 2.041,8 milioni di euro, in crescita del 13,1 per cento. In questo caso il mercato è presidiato dalla farmacia, che commercializza stabilmente il 93,3% del totale venduto.
Sono controllati dalla farmacia, con un 97,2% di quota stabile, anche i comparti Otc (1.359,8 mln in crescita del 3%) e Sop (476 mln con un +0,5%).
Il baby care, invece, vede una netta prevalenza della Gdo con una quota del 79%, peraltro in crescita. In farmacia rimangono 249,6 milioni di euro, in crescita del 2,3%.
Torna in farmacia, invece, il parafarmaco. La quota del canale specializzato, pari al 74,4% del totale, risulta infatti in crescita rispetto a quella della Gdo. La farmacia attualmente fattura 1.028,5 mln di euro, con un incremento dell'8,1 per cento.
Igiene e cosmesi sono invece ancora dominio della Gdo, che detiene più dell'80% del totale, una quota che continua a crescere. In farmacia vengono commercializzati prodotti per 1.631,3 mln di euro, in crescita del 3,8 per cento.
Il senza glutine, infine, è un mercato di piccole dimensioni che per la farmacia rappresenta un giro d'affari di 205 milioni di euro (+1,5%), ma attenzione: se finora il canale specializzato ha presidiato il 79,9% del mercato, la Gdo sta implementando la propria quota, grazie anche ad accordi regionali delle Asl che prevedono il rimborso di prodotti per celiaci anche in canali diversi da quello specializzato. Le farmacie che puntano sul food debbono quindi valutare attentamente i propri assortimenti per definire un'offerta ampia e qualificata che possa risultare appealing per il consumatore celiaco.
Gli assortimenti sono infatti una leva fondamentale per competere con la distribuzione moderna. La maggiore disponibilità di spazio della Gdo non deve trarre in inganno: gli assortimenti proposti nei supermercati sono estremamente razionalizzati e difficilmente tengono conto di problematiche specifiche del consumatore alle quali dare risposta. Ne è un esempio il comparto Sop + Otc, dove la farmacia risulta assolutamente vincente in termini di ampiezza della gamma. Chiaramente sta poi al farmacista trovare il giusto equilibrio fra numero di referenze proposte e redditività, ma questo è un altro discorso.
Sui prezzi, invece, la competizione diventa molto più difficile. Confrontando i valori medi di alcune categorie troviamo che per esempio i dentifrici, fatto 100 il prezzo in Gdo, hanno un price index della farmacia di 194. In particolare, su un prezzo medio in farmacia di 4 euro, in Gdo troviamo il dentifricio a 2,06 euro. Chiaramente si tratta di prezzi medi, non un confronto sullo stesso prodotto. Per i dentifrici, così come sui colluttori (price index 175), il differenziale di prezzo è dato anche da un'offerta più qualificata. Stesso discorso per le creme viso, price index 351, dove l'assortimento è completamente diverso. Più contenuti, invece, i differenziali di prezzo su categorie che presentano meno disomogeneità negli assortimenti, come i latti proseguimento (price inde 125), i profilattici (112) o gli analgesici (132).
Da notare nella tabella seguente, sempre di Nielsen, come nell'ambito dell'automedicazione i prodotti Otc e Sop , il cui trend non presenta particolare dinamicità, stiano soffrendo la concorrenza di referenze diverse di tipo "salutistico". E si tratta di prodotti di libera vendita che non sono neanche legati alla presenza del farmacista ma possono essere tranquillamente esposti a scaffale.

Insomma, preoccupiamoci della fascia C, ma non dimentichiamo di tenere d'occhio le dinamiche del mercato!
Suggerisci l'articolo a un collegaPubblicato il 28 dicembre 2011

