ATTUALITA'
Federalismo e distribuzione farmaceutica.
I criteri di misurazione dell’efficienza
Ad un recente convegno di Federfarma
Servizi svoltosi a Roma il 23 giugno
il Presidente Paolo Tagliavini ha presentato
un’interessante relazione sull’argomento,
che pubblichiamo integralmente.
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Federalismo e spesa
sanitaria: una storia di mancata convergenza.
Nel momento in cui il paese si accinge a riempire di contenuti la riforma sul federalismo
fiscale e ci si interroga su quali possano esserne le conseguenze prospettiche,
è curioso scoprire quanto gli effetti del federalismo sanitario siano ancora oggi
scarsamente indagati.
Dal 2001, infatti, il decentramento regionale delle competenze sulla sanità
ha comportato un ampliamento significativo delle differenze fra Regioni sia in
termini quantitativi relativi alla spesa sanitaria pro capite o in rapporto
al Pil regionale, sia in termini qualitativi, misurati dagli squilibri fra
mobilità sanitaria attiva e passiva di ogni regione, aumentando la dispersione regionale
intorno alla media italiana.
Ad oggi l’esperimento di federalismo sanitario non sembra aver innescato un
processo di convergenza fra le regioni verso benchmark di qualità ed efficienza.
Ha scatenato forze centrifughe più che centripete.
Le regioni strutturalmente più inefficienti hanno continuato e per certi versi raffinato
la loro capacità di consumare maggiori risorse per un servizio ancor più scadente.
In queste regioni sembra dominare una “trappola del disservizio” per
cui il continuo impiego di maggiori risorse non riesce a tradursi in un miglioramento
della sua qualità.
Vari i fattori che appesantiscono i bilanci pubblici: l’invecchiamento della
popolazione interagisce con i bassi tassi di natalità e con l’aumento delle
aspettative di vita, creando un bacino di popolazione anziana sempre più ampio e
longevo. Il «capovolgimento» della piramide demografica è destinato ad appesantire
ulteriormente i bilanci pubblici, attraverso gli incrementi di spesa per le pensioni,
la sanità e l’assistenza sociale.
Il federalismo sanitario rischia di travolgere i territori più deboli, senza un
lavoro di riorganizzazione teso a far diventare gli standard di costo e servizio
di tante aree di eccellenza un dato comune di tutte le Regioni italiane superando
le inefficienze attuali che portano il duplice effetto negativo di conti pubblici
fuori controllo e servizio inadeguato alla popolazione.
E’ di questi giorni il voluminoso documento della Commissione guidata da Piero
Giarda, che è stato consegnato al ministro dell'Economia Tremonti, contenente le
indicazioni per la manovra da 40 miliardi che sarà varata a fine mese. Tra i buchi
neri dell’azienda Italia: ancora una volta la Sanità accusata come sempre
di spendere troppo e male. lo Stato paga più del valore di mercato. Un esempio frequente?
Lo stesso medicinale ha spesso un prezzo differente da Asl a Asl.
Come distribuzione farmaceutica ci auguriamo il superamento della frammentarietà
dell’assistenza e degli squilibri territoriali , da Regione a Regione e all’interno
della stessa Regione tra Asl e Asl.
Solo qualche esempio:
- i farmaci a base del principio attivo Bicalutamide ( per la cura del carcinoma
alla prostata, vengono distribuiti per la quasi totalità in farmacia nel Lazio,
in Puglia, in Lombardia e in Basilicata, passano quasi totalmente per le ASL in
Abruzzo e Molise;
- i farmaci a base di Aripiprazolo, per il trattamento della schizofrenia,
sono disponibili in farmacia per la quasi totalità in Liguria, Lazio, Abruzzo e
Molise, mentre in Campania per oltre il 50% sono erogati dalle ASL;
- i pazienti affetti da sindrome coronarica, una patologia cardiovascolare
in forte diffusione, possono curarsi quasi completamente in farmacia in Piemonte,
Val d'Aosta e Basilicata, mentre in Abruzzo e Molise devono recarsi alla ASL, dove
vengono distribuiti l'80% dei farmaci per il trattamento di questa malattia.
Rafforziamo la nostra convinzione che si debba fare ancora molto per garantire un
accesso uniforme all’assistenza sanitaria da parte dei cittadini su tutto
il territorio nazionale, superando l’attuale frammentazione del sistema distributivo.
Ci auguriamo che il Federalismo significhi responsabilizzazione e non discriminazione
delle Regioni e dei cittadini.
Paolo Tagliavini, Presidente Federfarma Servizi
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28 giugno 2011
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