COMPETITORGDO
Senza lattosio: mercato da guardare con attenzione
Cresce il numero di consumatori alla ricerca di prodotti privi di lattosio. In Gdo il comparto sta ottenendo ottime performace. Anche le farmacie - e le parafarmacie - potrebbero avere delle interessanti opportunità

Quando parliamo di scenario che cambia per la farmacia non dobbiamo guardare solo le prospettive negative. La svolta può anche andare nella direzione di un'offerta più ampia che possa risultare competitiva sul fronte della consulenza per la salute. Il mondo food legato ad esigenze dietetiche particolari o ad alimenti funzionali può costituire un canale di business interessante, che ad oggi non molti farmacisti hanno sviluppato. Il suggerimento vale anche per le parafarmacie, che negli ultimi mesi hanno sperato invano nella liberalizzazione della fascia C: diventare un punto di riferimento per pazienti con esigenze alimentari specifiche potrebbe portare diversi vantaggi sul fronte della pedonabilità, dello scontrino medio, della marginalità. Ma costituirebbe anche un'occasione per dare una connotazione qualificante al punto vendita su cui potrebbero essere sviluppati servizi diversi.

Per dare una dimensione dell'importanza del mercato in Gdo e nel normal trade ci siamo soffermati sui prodotti a base di soia. Secondo una ricerca condotta da Nielsen sul Consumer Panel (9.000 famiglie e 25.000 individui) a oggi in Italia 4,2 milioni di consumatori hanno disagi legati al lattosio: per 2,8 milioni si tratta di semplici problemi di digestione, mentre 1,1 milioni sono intolleranti e 305mila allergici (v. www.mangiaregiusto.it). Abbiamo quindi chiesto a Nielsen di fornirci un'analisi su alcune categorie di referenze a base di soia, che rappresentano solo una parte del mondo del senza lattosio: latte, dessert, yogurt, cream.

Iniziamo con il latte di soia, che dai dati Nielsen Market Track risulta quello con il giro d'affari più significativo. "Nel 2011 - spiega Rossella Perruso, Associate Manager Nielsen - il valore è stato di circa 68 milioni di euro, con un incremento del 9,2% a valore e del 7,7% a volume nei canali iper, super, superettes, discount e traditional grocery. I prezzi risultano in leggera flessione, anche per effetto di un maggiore ricorso alla leva promozionale. L'andamento risulta positivo in tutte le aree (soprattutto Area 1 e Area 4) e in tutti gli store format. La quasi totalità del mercato è costituita dal latte di soia a lunga conservazione (Uht), mentre il fresco vale meno di un punto percentuale. Il pack size più diffuso è il formato da un litro, che realizza circa il 71% del mercato, sia a volume che a valore. Il segmento bio rappresenta ancora una nicchia del mercato (13,3% a volume), ma cresce a ritmi sostenuti (+29,3% a valore, +39,7% a volume). I primi tre brand realizzano il 60/70% del mercato, che vede anche un'offerta di private label.

Decisamente più contenute le vendite di dessert alla soia, il cui consumo è destinato principalmente come fine pasto oppure come merenda. Nel periodo considerato parliamo infatti di un mercato di meno di 9 milioni di euro con un trend decisamente positivo. "Sia a volume che a valore - spiega Perruso - abbiamo registrato una crescita dell'8,8% con prezzi stabili, ma con un incremento della pressione promozionale. Il comparto è in questo caso molto concentrato, con trre soli player che presidiano il mercato senza la presenza di private label. Si tratta principalmente di dessert a lunga conservazione non biologici".

Ancora più concentrato il mercato degli yogurt a base di soia, dove troviamo solo due player. Il mercato, nel 2011, è stato di 19,4 milioni di euro, anche in questo caso in crescita. "Mentre però i formati da 125 e 250 gr, che rappresentano i 4/5 del mercato, hanno messo a segno risultati positivi - precisa Perruso -, il formato da 1.000 gr soffre leggermente".

Yogurt

Infine le creme a base di soia. "In questo caso - spiega Perruso - il mercato cresce sia a valore che a olume ma i prezzi risultano in leggera flessione. Anche in questo caso abbiamo la presenza di tre competitor che realizzano la quasi totalità delle vendite".

Suggerisci l'articolo a un collega



Pubblicato il 15 febbraio 2012

Nielsen