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Fenagifar portavoce social dell’esigenza diffusa di riforma Enpaf

La Redazione   |  6 febbraio 2018

Non poteva che essere una campagna condivisa e social quella dei giovani farmacisti di Fenagifar che si sono mostrati sensibili alle innumerevoli richieste di riforma dell’Ente Nazionale Previdenza e Assistenza dei Farmacisti (Enpaf).

La Federazione inoltrerà al presidente dell’Enpaf, Emilio Croce, una petizione nella quale si evidenziano proposte di modifica che potranno portare concreti miglioramenti al futuro della professione e che riguardano non soltanto i giovani, ma tutte le età e le categorie di farmacisti.


Gli obiettivi

«L’obiettivo è quello di ottenere l’adesione di tutti i farmacisti italiani che non ritengono più sostenibili carateristiche e struttura dell’Enpaf; attraverso questa petizione vogliamo dare avvio al tavolo di lavoro per la necessaria riforma dell’Ente» dice il Dr. Matteo Zerbinato, tesoriere di Fenagifar.


La campagna di comunicazione

La modalità per diffondere la petizione è molto social e parte dallo studio delle discussioni di gruppi su Facebook. «Fenagifar ha raccolto anche le richieste e le esigente provenienti dalla rete, prendendo contatto con i principali gruppi di farmacisti presenti sui social» ci spiega il Dr. Matteo Zerbinato. La rete offre il grande vantaggio dell’immediatezza e della condivisione: la petizione corre sul web con il link alla pagina della petizione  per la firma.

«Oltre all’importante comunicazione veicolata sul web, fondamentale è il lavoro di squadra svolto da ognuna delle Agifar provinciali che stanno tuttora dando Massimo risalto alla petizione attraverso circolari, diffuse anche grazie alle preziose collaborazioni con gli Ordini, le Federfarma locali e le cooperative della distribuzione del farmaco» conclude.

 

Così le firme arrivano al ritmo di 8 firme ogni 5 minuti.


Le 7 proposte

1. Obbligo di attività professionale. Viene proposta l’abolizione dell’obbligo dell’attività professionale per dare l’opportunità a tutti di godere di prestazioni pensionistiche, senza obbligatorietà di un minimo di anni di contributi.

2. Contributo di solidarietà. Fenagifar chiede che venga data la possibilità di versare il contributo di solidarietà solo ai pensionati attivi professionalmente. Per gli iscritti che versano già a altro Ente si rende necessario prevedere un contributo di pari importo al contributo di solidarietà, che vada però ad alimentare un fondo pensione riscattabile, esiguo ma più accettabile per la maggior parte degli iscritti.

3. Ripristino dei contributi ridotti per i neo iscritti per i primi 3 anni. Nella situazione attuale di difficoltà economica del settore, è necessario, secondo Fenagifar, individuare forme speciali di contribuzione. Si propone quindi di prevedere un contributo di mille euro, almeno per i primi tre anni di iscrizione, qualunque sia la tipologia di contratto in atto(borsa di studio, tirocinio, libero professionista o sostituzione occasionale), da applicare in tutti i casi in cui non si possa far valere il diritto alla riduzione.

4. Contributo 0,90%. Fenagifar propone che, per i farmacisti iscritti che  versano tale contributo senza avere alcuna prestazione aggiuntiva come corrispettivo, venga trasformato in una forma aggiuntiva di prestazione pensionistica.

5. Contributo di solidarietà solo post pensionamento. Fenagifar chiede che sia data l’opportunità di mantenere l’iscrizione dopo il pensionamento Enpaf o Inps pagando il solo contributo di solidarietà: questo eviterebbe le cancellazioni di moltissimi iscritti.

6. Iniquità. La proposta consiste nel riformulare in modo più equo il regolamento dell’Ente, eliminando alcune discriminazioni.

7. Rapporti con gli iscritti. Nella petizione si auspica una minor rigidità nell’applicazione di alcune regole, soprattutto quelle rivolte ai giovani iscritti (es. scadenza tassativa delle contribuzioni), senza che venga stravolto il regolamento dell’Ente stesso.

 

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