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Gli omeopatici entrano in prontuario

Chiara Romeo   |  6 novembre 2017

Per la prima volta i prodotti omeopatici entrano nel Prontuario Farmaceutico Nazionale, cioè nell’elenco che comprende i medicinali riconosciuti che possono essere prescritti a carico del Servizio Sanitario Nazionale. Da AIFA stanno arrivando i primi degli oltre 3.000 codici di Autorizzazione all’Immissione in Commercio che verranno rilasciati entro la fine del 2018. Gli omeopatici sono inquadrati come SOP, in classe C.


A gennaio 2019 tutte le AIC

Una vera rivoluzione per le aziende omeopatiche, perché nel 2016, è stato definito un passaggio fondamentale per l’attuazione di questa procedura, hanno cioè dovuto presentare una corposa documentazione e un elaborato dossier di registrazione ora al vaglio dell’Agenzia del Farmaco.

Da gennaio 2019 tutti i medicinali omeopatici in commercio avranno ottenuto l’AIC, l’autorizzazione all’immissione in commercio, proprio come avviene per i farmaci tradizionali.

«Le aziende hanno dovuto sostenere onerosi investimenti per adeguarsi alle richieste di Aifa – spiega Giovanni Gorga Presidente di Omeoimprese (nella foto), associazione delle aziende produttrici di medicinali omeopatici.– e da gennaio 2019 tutti i medicinali omeopatici in commercio avranno ottenuto l’AIC proprio come avviene per i farmaci allopatici.»

Vi sono, però, differenze che rischiano di mettere in difficoltà il settore, infatti le aziende omeopatiche, hanno dimensioni inferiori rispetto alle aziende farmaceutiche e non possono permettersi di affrontare gli stessi costi di registrazione.

«Siamo felici che anche l’Aifa e il Ministero abbiano riconosciuto a tutti gli effetti il valore dell’omeopatia rispetto alla medicina tradizionale, ma occorre che ogni settore venga considerato in base alle singole peculiarità.» prosegue Gorga: «In Italia sono oltre 8 milioni le persone che si rivolgono all’omeopatia e se non troveranno medicine italiane in vendita compreranno preparati stranieri. Il settore in Italia morirà a favore delle aziende estere che hanno obblighi e costi inferiori da sostenere».