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L’email marketing, nuove tattiche

Chiara Fauda   |  30 ottobre 2017

Secondo la Direct Marketing Association nel 2016 l’attività con email aveva un ritorno sull’investimento del 122%, quattro volte superiore ad altri canali di marketing, inclusi i social media e la pubblicità per corrispondenza.


Un nuovo scenario

Lo scenario attuale però è mutato, sono aumentati gli utenti con almeno un indirizzo di posta elettronica, si usano molteplici device per leggere la corrispondenza ed è scesa la frequenza di lettura dei messaggi.


Quali obiettivi si raggiungono con l’email marketing

A fronte di obiettivi diversi, quali il tasso di conversione (che indica la percentuale di apertura delle email), l’acquisto in negozio e online, la fidelizzazione, l’acquisizione di nuovi clienti e l’aumento della spesa pro capite dei clienti, non sempre si registrano grandi successi.

La ricerca di Retail TouchPoints e Magnetic (Inbox love, settembre 2016), condotta su centinaia di consumatori e rivenditori sul mercato statunitense e canadese, mostra che coloro che hanno raggiunto i propri obiettivi attraverso l’email marketing sono una minoranza.

Le ragioni dell’insuccesso sono diverse: l’affollamento dei messaggi, il nuovo ruolo dell’email nella vita del consumatore e una scarsa evoluzione dell’email marketing stesso.


La strada del successo via email

Per catturare l’attenzione del consumatore attraverso le email inducendo un coinvolgimento diretto, bisogna essere sincronizzati. Ciò vuol dire conoscere i comportamenti del proprio pubblico, i suoi bisogni e preferenze. Tutta l’attività di email marketing dovrà dunque seguire delle linee guida in ogni dettaglio, dal giorno e ora della spedizione, alla forma, ai prodotti proposti, al messaggio.

Per emergere nell’affollato mondo delle email, i rivenditori hanno adottato diverse tattiche:

–       design ottimizzato per la fruizione da device mobili;

–       inserimento nel messaggio di consigli sull’utilizzo dei prodotti;

–       oggetto della mail personalizzato;

–       utilizzo dei dati per formulare contenuti d’interesse;

–       invio di messaggi automatici basati su comportamenti specifici;

–       ottimizzazione di data e ora dell’invio;

–       invio basato su novità di prodotto.

 

Tratteremo nel dettaglio questi punti prossimamente.