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Istat, verso una ripresa dei consumi ma pesa il lavoro

La redazione   |  8 gennaio 2015

Nei prossimi mesi la fase di contrazione dell’economia italiana dovrebbe arrestarsi per effetto di una ripresa della domanda interna, anche se le condizioni del mercato del lavoro rimangono difficili. E’ la stima che arriva dall’ultima Nota mensile dell’Istat sull’andamento economico del Paese: nel terzo trimestre del 2014, spiega l’Istituto, «il prodotto lordo è risultato ancora in flessione (-0,1% su base congiunturale)», ma nell’ultimo trimestre «l’indicatore composito anticipatore dell’economia italiana confermerebbe una sostanziale stazionarietà della crescita nel trimestre finale dell’anno».


A ottobre, in particolare, l’industria ha fatto segnare una pausa nella caduta dei ritmi produttivi (-0,1% la flessione congiunturale, a settembre -0,9%), mentre la produzione al netto dei beni energetici registra un lieve incremento (+0,1%). «La moderata risalita del fatturato industriale  (+0,4% in valore a ottobre)» continua l’Istat «ha beneficiato del recupero delle vendite sul mercato interno (+0,7% nel periodo settembre-ottobre) e della contestuale tenuta di quelle verso i mercato esteri».


I segnali di ottimismo provenienti dai mercati scontano però la persistenza di evidenti negatività sul fronte del lavoro. I dati più recenti, in particolare, descrivono un’occupazione sostanzialmente stabile dall’inizio dell’anno, con un nuovo peggioramento
nel mese di ottobre (-0,2% rispetto al mese precedente). Nel terzo trimestre, peraltro, le rilevazioni riferite alle imprese con almeno dieci dipendenti mostrano una crescita delle ore lavorate in termini di monte ore complessivo (+0,4 rispetto a T2) e di ore
lavorate per dipendente.

Segnali di rilievo arrivano anche dall’ultimo aggiornamento dell’indice di fiducia delle imprese italiane, diffuso dall’Istat sempre nei giorni scorsi. A dicembre lo Iesi (Istat economic sentiment indicator, base 2005=100) risulta stabile a 87,6 punti. Il clima di fiducia delle imprese migliora nel settore manifatturiero e in quello del commercio al dettaglio, peggiora invece nel settore delle costruzioni e dei servizi di mercato. Tra le imprese manifatturiere, in particolare, l’indice sale a 97,5 da 96,5 di novembre, così come migliorano i giudizi sugli ordini (da -25 a -24) e le attese sulla produzione (da 3 a 5). Nel commercio al dettaglio, l’indice  sale da 98,1 a 104,6 . La fiducia migliora sia nella grande distribuzione (a 105,8 da 95,0) sia in quella tradizionale (a 104,2 da 101,2).