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L'opinione

Dopo la chirurgia estetica, la dermocosmesi in farmacia

Agnese Ferrara   |  11 aprile 2018

Dopo bisturi e ‘punturine’ entra in campo la cosmesi dermatologica, chiamata anche cosmeceutica. Una crema ad uso topico e un filtro solare, applicati quotidianamente per 8 settimane dopo essersi sottoposti ad un intervento ringiovanente con luce pulsata (IPL) non solo attenuano il fastidio post-operatorio, migliorano anche il risultato estetico. Alcuni dermatologi di San Diego, USA, hanno infatti sperimento una emulsione riepitelizzante e uno schermo anti UV su 20 donne con un livello da moderato a severo di foto-invecchiamento cutaneo appena sottoposte alla terapia con l’IPL. Nell’indagine, pubblicata recentemente sul Journal of Cosmetic Dermatology, gli autori concludono che i prodotti di bellezza riducono in modo significativo l’eritema, il bruciore e il prurito post-operatorio e migliorano la qualità della pelle e la tollerabilità della procedura.


Il binomio bisturi-dermocosmesi

Il mondo della dermocosmesi non prende solo spunto dalla chirurgia estetica per ideare slogan e promesse simili (chi non conosce l’ ‘effetto lifting’ o ‘botox-like’ di sieri e creme?), la integra e ne completa i risultati. Pomate cicatrizzanti, creme e oli emollienti, gelatine rinfrescanti, schermi solari e perfino make-up e camouflage (il trucco coprente) sono alleati del dermatologo e del chirurgo plastico prima e dopo i trattamenti ‘soft’ come laser, peeling, filler (iniezioni riempitive), punture biostimolanti, botulino e degli interventi di chirurgia plastica vera e propria come rinoplastica, blefaroplastica e al lifting.

Il binomio dermocosmesi-bisturi cresce a ritmi serrati in tutto il mondo, trainato dagli Stati Uniti dove nell’ultimo anno sono stati effettuati 17. 5 milioni di interventi  di chirurgia estetica di tipo non invasivo come laser, fillers, botox, peeling chimici e microdermoabrasione (dati Asps 2018) e dove i prodotti di bellezza ad hoc per supportare questo tipo di interventi si chiamano ‘cosmeceutici’ perché contengono anche principi attivi usati in farmacologia che invece i semplici cosmetici non hanno (da noi invece la distinzione non esiste).


La chirurgia estetica in Italia, cresce il mercato

E l’Italia? Secondo l’ISAPS, società internazionale di chirurgia plastica estetica, il Bel Paese rientra nelle prime 10 Nazioni del mondo per numero di interventi di chirurgia plastica: siamo in nona posizione preceduti da Stati Uniti, Brasile, Messico, Corea del Sud, India, Colombia, Germania, Francia. Per quanto riguarda invece i ritocchi ‘soft’, cioè meno invasivi, saliamo invece al settimo posto la mondo ed è qui che il binomio ritocco-cosmesi si consolida. Le donne escono dagli ambulatori di medicina estetica con ricette e prescrizioni di numerosi cosmetici lenitivi e di ‘mantenimento’ che il farmacista conosce bene e nel mondo aumenta il numero delle aziende specializzate nel campo dell’estetica medicale come Pierre Fabre, Difa Cooper, La Roche Posay, SkinCeuticals, Perricone, Clinique, La Prearie, Filorga e Bakel e così via.


I prodotti dell’estetica medicale

Formule decongestionanti, rinfrescanti, calmanti e poi cicatrizzanti, stimolanti e schermanti i raggi solari… ecco i cosmetici per la chirurgia estetica che sono generalmente presentati in confezioni sterili, hanno un aspetto meno glamour e più medico (anche se non sono farmaci).  Sono spesso monodose così da evitare l’aggiunta di conservanti eccedenti oppure si conservano in frigo e sono rigorosamente senza profumo e coloranti. Niente alcol né sostanze riconosciute come allergeniche. Sono generalmente a base di estratti vegetali calmanti, oli elasticizzati e ricostituenti, componenti che facilitano la cicatrizzazione. Contengono zuccheri della pelle come l’acido ialuronico e proteine scisse in aminoacidi. E poi pool di vitamine e ingredienti antiossidanti.

Non tutti i cosmetici vanno bene. Una classica crema idratante potrebbe fare perfino male. Il farmacista può consigliare di cessare l’utilizzo della stessa crema che si usava prima di andare dal dermatologo proponendone nuove per evitare possibili contaminazioni oltre che raccomandare di attenersi alle indicazioni del medico, in base all’intervento seguito.


Il maquillage teraupeutico

Discorso a parte è invece il maquillage terapeutico, arricchito con componenti decongestionanti e di trattamento. Qui i dermatologi non sono sempre preparati e non sanno consigliare quale siano i prodotti da trucco più utili per mascherare lividi, segni, arrossamenti post-operatori. Il farmacista può invece apprendere alcune regole di base che valgono per il trucco coprente, il camouflage.

«Il prodotto più importante è il correttore, che deve essere più coprente di quello usato prima dell’intervento e la cipria fissante. Per entrambi è fondamentale scegliere la sfumatura giusta» spiega Rita Parente, estetista, docente ad un recente corso di tecniche di camouflage appena svolto al Campus Biomedico di Roma, «Ma ancora più indicato nel periodo post-operatorio è il camouflage, studiato in tonalità che contrastano le cicatrici e i rossori. Si usa prima di stendere il fondotinta e contribuisce ad una buona guarigione sia fisiologica che psicologica della paziente».

«Per quanto riguarda i pazienti oncologici» spiega Roberta Scagnolari, make-up artist e Beauty Oncology Coach che collabora da anni con Pierre Fabre «La scelta dei prodotti più indicati per il trucco deve tenere conto della tipologia della pelle, dell’età e del grado di sensibilizzazione, oltre che di una migliore qualità del maquillage stesso  con l’obiettivo principale di rispettare la fisiologia di una pelle più suscettibile e ottenere un effetto naturale».


I consigli dagli esperti di bellezza

A Rita Parente svela alcuni trucchi «Dopo una rinoplastica, a distanza di 10-15 giorni dall’operazione quando cioè il medico ha levato cerotto e punti, si può usare una crema idratante e se si vede ancora un’ecchimosi stendere un correttore colore albicocca/arancio se il livido vira al blu e sovrapporre successivamente un fondo di una nuance che si avvicina di più all’incarnato. Se si effettua anche un bel trucco degli occhi, gonfiori e segni passano in secondo piano e si supera meglio questo periodo delicato e transitorio. Dopo un lifting al viso, quando la cicatrice rossastra entra nella seconda fase di guarigione, si può usare un correttore di colore verde e poi sovrapporre il fondo più adatto all’incarnato. Nella blefaroplastica invece si può nascondere la cicatrice della piega palpebrale con un correttore di una tonalità verde calda insieme al trucco abituale. Attenzione all’area oculare dove è necessario usare un maquillage ipoallergenico e sterile.  Dopo i fillers, il laser resurfacing e la dermobrasione è indicato spalmare una crema idratante con uno schermo SPF molto alto e successivamente un fondotinta specifico contenente trigliceridi, vitamina E e filtro solare. Niente petrolati né lanolina perché la pelle è particolarmente suscettibile».

I piccoli punti rossastri da fillers si correggono più facilmente con fondi coprenti con nuance simili all’incarnato e per i piccoli lividi dovuti ad una biostimolazione o ad un filler  si può applicare un correttore colore albicocca e poi il fondotinta.  In caso di filler alle labbra è buona regola usare, almeno i primi giorni, un rossetto formulato con sostanze naturali e dopo gli interventi in aera pericolare solo mascara ad alta percentuale di acqua e senza alcol. Niente ciglia finte.

Infine bisogna raccomandare attenzione al sole. La pelle è traumatizzata dagli interventi e non deve subire i danni delle radiazioni ultraviolette. Il fattore di protezione deve essere minimo 50 al mare, in montagna e in città. Sulle cicatrici è indispensabile spalmare uno schermo totale anidro come gli stick almeno per sei mesi dopo l’intervento, altrimenti rimane il segno.

 



L'AUTORE

Agnese Ferrara

Due lauree in ambito scientifico, scrive di salute, benessere, ricerca, cosmesi e società dal 1997. Per l'Agenzia stampa ANSA si occupa di cultura e lifestyle, per La Repubblica e sul sito www.repubblica.it scrive di salute e benessere. Ha un blog personale. Ha lavorato con L'Espresso, Il Venerdì di Repubblica, D La Repubblica delle donne, Repubblica Salute e Kataweb; Vanity Fair; Marie Claire e Gioia; Donna Moderna ed è stata autrice Rai per il programma ‘Explora la tv delle scienze’. Ha organizzato il primo ‘Corso di formazione professionale in cosmetologia’ per giornalisti, svolto con e presso l’Istituto Superiore di Sanità a Roma. Ha curato i testi del volume ‘L’Italia allo specchio’ edito dall’Ansa (2017) per l’associazione nazionale delle imprese cosmetiche Cosmetica Italia e scritto i libri ‘Belli e possibili: guida ai trattamenti di bellezza per lei e lui’ con il dermatologo Leonardo Celleno (Carocci editore, 2003) e ‘Che faccio mi rifaccio? Confidenze di un chirurgo plastico’ con lo specialista Marco Gasparotti (Sperling &Kupfer, 2006). Ha curato i testi del ‘Manuale cosmetico – guida pratica alla lettura dei cosmetici’ per medici, farmacisti ed operatori sanitari. Autori Carlo Alberto Bartoletti e Carla Scesa, editore La Medicina Estetica (1997).   Twitter | @AgneseFerrara2 Facebook | @TheBeautyObserverItalia Blog |  http://www.thebeautyovserver.it/