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Dossier Alimentazione

Alimentazione, ruolo e servizi del farmacista “counselor”

La redazione   |  11 luglio 2017

I cambiamenti demografici e degli stili di vita hanno modificato il comportamento e le abitudini nutrizionali del consumatore causando un aumento di patologie croniche legate all’alimentazione. Il farmacista è la figura che quotidiamente può suggerire il corretto stile di vita e contribuire al miglioramento di molte di queste situazioni quando sono ancora in fase emergente, dal diabete alle malattie cardiovascolari, alle patologie del tratto gastrointestinale ai disordini alimentari.


Che cosa può fare il farmacista per dare un contributo efficace e distintivo al cliente-paziente?

Ho rivolto questa domanda alla dottoressa Federica Oreglia, titolare de La Mia Farmacia di Verona, che da anni nella sua farmacia si occupa in modo professionale della gestione delle problematiche di alimentazione e che, presa dall’entusiasmo, ha deciso di conseguire una seconda laurea in Scienze dell’Alimentazione.

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Secondo la dottoressa «Sicuramente il farmacista può fare qualcosa di più di suggerire le cinque porzioni di frutta e verdura al giorno e di bere tanta acqua. Tuttavia ritengo che dovremmo sempre avere ben presente i limiti dell’ambito in cui sviluppare il nostro consiglio, che a mio parere, è quello di far emergere il problema, indirizzare verso il cambiamento, sostenere la motivazione alle nuove abitudini ma non certo quello di preparare diete preconfezionate o addentrarci nell’uso di software con prescrizioni personalizzate. La parola d’ordine dovrebbe rimanere “specializzazione”».


Quali sono i principali servizi a disposizione della farmacia?

Per aiutare il farmacista nel suo ruolo di counselor è fondamentale l’utilizzo di servizi di check-up. A tale proposito la dottoressa Oreglia suggerisce:

• l’uso della bioimpedenziometria come primo servizio da proporre alla clientela per far emergere il problema: eseguire l’analisi della composizione corporea con strumenti scientifici adeguati, rispolverando le conoscenze in fisica e imparando a leggere ed interpretare nella maniera corretta il dato è di sicuro impatto sulla persona e può essere il punto di partenza per un cambiamento di stile di vita;

• l’analisi del profilo lipidico e della glicemia o emoglobina glicata per completare il check-up di salute si può proporre quando si ritiene opportuno, per identificare red flags da demandare eventualmente al controllo del medico. Il monitoraggio di questi parametri però è fluttuante e legato a variazione di alimentazione a breve termine;

• l’analisi di lipidomica della membrana cellulare che rappresenta il vero strumento innovativo a disposizione del farmacista. L’analisi viene eseguita su un piccolo campione di sangue prelevato dal dito che viene spedito al Laboratorio di Lipidomica dell’azienda di spin-off del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Bologna, dove viene lavorato grazie ad una tecnologia innovativa robotica che esegue la selezione cellulare e lavorazione della membrana. Il punto di osservazione della membrana mostra un’informazione più stabile, risultato del metabolismo dei lipidi e dell’apporto con la dieta. Il globulo rosso diventa il reporter dello stato generale riferito all’equilibrio degli acidi grassi sia della biosintesi che della dieta in generale. L’analisi rappresenta l’unico check-up molecolare che segnala squilibri molecolari della cellula e propone un piano nutrizionale e nutraceutico per riportare l’organismo in equilibrio, colmare carenze nutrizionali in acidi grassi essenziali correggendo lo stato di infiammazione basale, la difficoltà al dimagrimento, patologie come mal di testa ricorrenti, stanchezza, insonnia, gonfiore e problemi gastrointestinali, supportando il paziente in un percorso facile da seguire che si può trasformare facilmente in un nuovo stile di vita”.IMG_1787_S

 

Sempre secondo l’esperienza della dottoressa Oreglia, sono di grande efficacia anche gli strumenti di monitoraggio dell’attività fisica giornaliera che permettano al farmacista di verificare puntualmente l’adesione del paziente alla “prescrizione”. Ancora una volta, parliamo ovviamente di suggerire uno stile di vita più attivo con camminate sostenute e di durata adeguata all’età e alla preparazione del soggetto, demandando a figure professionali adeguate il consiglio qualificato.


La farmacia, centro di coordinamento tra diverse figure professionali

Ogni cambiamento comporta degli sforzi ed una strategia pianificata. Di fondamentale importanza è la collaborazione tra figure professionali differenti. La farmacia può essere il centro di coordinamento fra le varie figure: farmacista, nutrizionista e prescrittore dell’attività fisica. Questi professionisti possono infatti lavorare in squadra per vincere la partita della salute, che non significa solo perdita di peso ma modifica di abitudini comportamentali per un obiettivo a lungo termine.

Anche in questo modo la farmacia realizza l’obiettivo di diventare il primo presidio sul territorio per identificare un problema e proporre in maniera efficace la promozione della salute.