OSSERVATORIO EQUIVALENTIASSOGENERICI - INTERVISTA
Foresti risponde a Farmindustria e Fimmg
Positivo l'obbligo introdotto dal Decreto Monti di inserire in ricetta la presenza o meno di farmaci equivalenti. Perché osteggiarla? Lo chiede il Presidente Assogenerici che aggiunge alcune precisazioni

"Se l'indicazione sulla ricetta della presenza o meno di un medicinale equivalente non ha impatto per i cittadini e per il SSN perché osteggiarla?" si chiede il Presidente di AssoGenerici Giorgio Foresti leggendo le dichiarazioni rilasciate dal vicepresidente di Farmindustria. "Il rischio per il sistema produttivo che Farmindustria paventa dal loro punto di vista - prosegue Foresti - è comprensibile, ma ci lascia perplessi la mancanza d'informazione sui dati dell'industria del generico in Italia. Il sistema industriale italiano non sarà penalizzato in quanto nel nostro comparto, giovane e dinamico, sono impiegati direttamente oltre 10.000 addetti e rappresentiamo una costante opportunità di crescita per l'indotto che oggi non è più dipendente solamente dalle aziende aderenti a Farmindustria. Si tratta di realtà industriali nazionali che garantiscono la produzione in Italia di più del 70% dei medicinali consumati nel nostro Paese. AssoGenerici rappresenta anche aziende che producono sul territorio italiano l'80% dei principi attivi esportati in tutto il mondo come la maggior parte di gruppi nazionali e internazionali che hanno acquisito buona parte dei poli produttivi sul territorio italiano dismessi da Big Pharma. La norma inserita nel Dl Liberalizzazioni non farà altro che rafforzare e innescare la crescita di un settore che da solo ha garantito in media oltre 300 milioni di euro l'anno di risparmi al SSN per il solo fatto di esistere e creare concorrenza". 

Foresti replica anche alle dichiarazione del segretario Fimmg Giacomo Milillo."Se alla vigilia del 2012 c'è ancora qualcuno che mette in discussione l'equivalenza tra farmaci generici e farmaci brand - afferma - significa che la strada è ancora lunghissima per il nostro settore. Se poi a sostenerlo è il Segretario di uno dei maggiori sindacati dei medici di famiglia, tali affermazioni rischiano di diventare più che altro terrorismo psicologico verso i pazienti. Le nuove disposizioni vanno nella direzione di garantire al cittadino la corretta informazione anche da parte della classe medica sulla possibilità di scegliere coscientemente di non pagare la differenza di prezzo tra generico e brand. Questo non ha nulla a che vedere con la libertà prescrittiva del medico o con la possibilità di indicare la terapia migliore per ogni paziente. Quanto poi alla necessità dei medici di essere informati sull'esistenza degli equivalenti crediamo sia preciso dovere del medico quello di aggiornarsi costantemente sull'uscita di nuovi generici, neanche particolarmente oneroso, visto che l'AIFA ne pubblica con cadenza mensile la lista, e inoltre assolutamente pro concorrenza, a differenza di quanto sostiene Milillo, proprio perché dà la possibilità al cittadino di essere informato e scegliere liberamente tra due farmaci assolutamente identici nell'effetto terapeutico. Invito il Segretario Milillo a scendere dalle barricate e aprire finalmente un confronto serio sul tema della responsabilizzazione della classe medica nella gestione dei costi dell'assistenza farmaceutica perché il paese oggi ha molto bisogno anche del contributo dei medici".


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Pubblicato il 8 febbraio 2012