Carenza di farmaci: sei ore alla settimana perse dalla farmacia per gestirla. Una indagine europea

Carenza di farmaci: sei ore alla settimana perse dalla farmacia per gestirla. Una indagine europea

Secondo l’Aifa è considerato “carente”’ un medicinale non reperibile sull’intero territorio nazionale, in quanto il titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio temporaneamente non può assicurarne una fornitura appropriata e continua: un problema in continua crescita che crea serie difficoltà alle farmacie di comunità in Europa. Il dato emerge dall’indagine che, come ogni anno, il Pgeu, associazione dei farmacisti dell’Unione europea, ha condotto tra i suoi membri per mappare l’impatto della carenza di farmaci in Europa. I risultati relativi al 2020, che coprono le risposte di 26 Paesi europei, evidenziano un peggioramento rispetto all’anno precedente.

Un impatto gravoso

I risultati dell’indagine del 2020, «mostrano una elevata e continua incidenza della carenza di farmaci in Europa, che ha un impatto quotidiano e gravoso sui pazienti e sulla attività del farmacista» ha commentato Alain Delgutte (nella foto), presidente del Pgeu, «la pandemia Covid-19 ha reso anche il grande pubblico consapevole della vulnerabilità delle catene di approvvigionamento di medicinali e attrezzature mediche, un problema strutturale che le farmacie devono affrontare già da oltre un decennio».

Tutti i Paesi che hanno risposto hanno registrato carenze di medicinali nelle farmacie negli ultimi dodici mesi; il 65% degli intervistati ha indicato che la situazione è peggiorata rispetto al 2019. La carenza accomuna tutte le classi di farmaci, ma quelli cardiovascolari sono i più coinvolti dal problema (92%). In particolare, nel 65% dei Paesi coinvolti dall’indagine, oltre 200 medicinali erano elencati come scarsamente disponibili al momento del sondaggio.

L’impatto sui pazienti è notevole, perché nel 96% dei Paesi intervistati la carenza è causa di disagio ai pazienti, interruzione dei trattamenti nell’80% dei Paesi e l’aumento dei costi, come conseguenza per l’acquisto di prodotti non rimborsati (57%).

Ancor più pesante è l’impatto sulla farmacia in termini economici e di gestione del tempo. La perdita in termini economici è relativa al tempo perso per gestire e risolvere le carenze (92% dei Paesi), riduzione della fiducia dei pazienti (80%), riduzione della soddisfazione dei dipendenti (76%). Inoltre, il tempo che il personale della farmacia deve dedicare alla gestione della carenza di medicinali è in media di 6,3 ore settimanali.

Il 23% tra i Paesi che hanno risposto all’indagine ha indicato che non esiste ancora un sistema di segnalazione per le carenze che possa essere utilizzato dai farmacisti sul territorio, nonostante i farmacisti incontrino difficoltà di approvvigionamento. In generale i farmacisti ricevono informazioni relative alle carenze di farmaci agenzie del farmaco (65%) da produttori (57%) e grossisti (50%).

In conclusione, il presiedente Delgutte si augura che «la maggiore attenzione dei responsabili politici a questo fenomeno, consentirà di segnalare progressi più positivi nei prossimi anni e di portare finalmente soluzioni significative ai pazienti e agli operatori sanitari di tutta Europa».

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