Click day difficile per la campagna anti Covid-19 per gli over 80, poi la situazione migliora anche in farmacia

Click day difficile per la campagna anti Covid-19 per gli over 80, poi la situazione migliora anche in farmacia

Con diverse difficoltà, soprattutto nella giornata di lunedì, sono partite le adesioni alla campagna per la vaccinazione Covid-19 per gli over 80 in tutta Italia sul portale dedicato.

Il sistema informatico è andato in tilt in Lombardia e in Emilia-Romagna, sui social si è registrato un coro unanime di proteste di persone che si mettevano in coda per prenotare per genitori e parenti, tra lunghe ore di attese e insuccessi.

Anche le farmacie, dove era possibile recarsi per l’adesione, si sono dovute arrendere alle bizze dei sistemi informatici e, in diversi casi, deludere i pazienti in attesa. Ai farmacisti è toccato anche informare molti anziani che non avevano capito che l’adesione non equivaleva a una effettiva prenotazione e che la conferma della data sarebbe arrivata solo in seguito.

La situazione in Lombardia si è via via normalizzata, e le farmacie sul territorio riferiscono che da martedì non ci sono più problemi di accesso e registrazione al portale.  

Sul sito Ansa si legge che la giornata di martedì si è chiusa a mezzanotte con 183817 registrazioni, di cui 177000 attraverso il portale della Regione, 6044 attraverso le farmacie e 773 dai medici di medicina generale.

Anche in questo caso, come ormai da inizio pandemia, è stato centrale il ruolo delle farmacie. Annarosa Racca, presidente di Federfarma Lombardia, ha commentato: «Ieri in Regione è stato unanime l’apprezzamento per il prezioso lavoro delle farmacie, così come sono stati ammessi i problemi tecnici del giorno prima, legati all’enorme numero di accessi. Continuiamo così per accelerare la vaccinazione dei nostri anziani».

Il tema però rimane sempre quello dei ritardi nelle forniture che impediscono la velocizzazione del processo delle vaccinazioni, mentre incombono i timori per le varianti. C’è una novità all’orizzonte  per quanto riguarda il vaccino Astrazeneca, quello su cui l’Italia ha puntato di più per immunizzare la popolazione. In un incontro tra Regione, Aifa e ministero della Salute si è deciso di ampliarne la fascia di somministrazione fino ai 65 anni. Per l’approvazione definitiva, manca ancora il via dell’organismo tecnico scientifico dell’ente regolatorio e un atto del ministero della Salute. L’Italia aveva scelto una linea di estrema prudenza, perché intanto in Inghilterra il preparato viene somministrato senza limiti d’età, in Francia e Germania è autorizzato già per gli under 65. Ma sembra ormai certo che l’indicazione sarà confermata anche da noi per via della diffusione delle varianti e della mancanza di dosi degli altri vaccini: Moderna nella giornata di martedì ha fatto sapere che ha dimezzato i lotti previsti per febbraio. E Astrazeneca, oltre a essere in parte un prodotto made in Italy grazie alla partnership con la società biotecnologica Irbm di Pomazia, ha un prezzo molto più basso degli altri vaccini Pfizer-Biontech e Moderna.

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