E-commerce e Covid-19: record di accessi. L’intervista a Francesco Zaccariello

E-commerce e Covid-19: record di accessi. L’intervista a Francesco Zaccariello

In questa situazione di emergenza dettata dalla diffusione dell’infezione da Coronavirus, assistiamo a un generale incremento di accessi e di vendite nell’e-commerce. Una crescita che coinvolge anche le farmacie che vendono online. Abbiamo chiesto a Francesco Zaccariello, di eFarma.com, uno dei maggiori portali di e-commerce di farmaci e prodotti di farmacia, di raccontarci quello che sta succedendo dietro le quinte.

 

Com’è la situazione per eFarma?

Da noi la situazione è complicata: siamo stati bersagliati di richieste. Negli ultimi dieci giorni il nostro lavoro è cambiato radicalmente. Potrebbe sembrare per noi una fortuna la maggiore richiesta in questo momento difficile per l’economia, ma sono picchi di vendite non semplici da gestire, perché non si tratta di normali trend di crescita e ci mettono in difficoltà nella gestione dei turni di lavoro e nell’organizzazione della disponibilità della merce. A questo va aggiunto una limitazione delle consegne da parte delle industrie. È un momento complesso che stiamo cercando di gestire.

 

Dunque avete avuto maggiori accessi e maggiori richieste?

Non siamo in grado di dare attualmente numeri. Stiamo registrando accessi record su eFarma.com e migliaia di chiamate ai nostri farmacisti del servizio clienti. Sappiamo che l’e-commerce in questi momenti diventa ancora di più il primo touchpoint per il cliente, stiamo lavorando senza fermarci per garantire un servizio efficiente. In questa contingenza, in cui stare a casa è necessario, e finché i corrieri garantiranno le consegne, l’e-commerce ha un un ruolo chiave.

 

Quali sono i prodotti più richiesti?

Naturalmente gel mani e mascherine, ma anche integratori per il sistema immunitario e Otc come antipiretici (penso al paracetamolo nel dosaggio 500, che può essere venduto online). Nel caso dei prodotti più richiesti, per garantire la disponibilità a più persone ed evitare l’accaparramento, siamo costretti a contingentare l’acquisto in pochi pezzi per cliente. Questo vale sia per le mascherine sia per i gel e anche per alcuni tipi di farmaci. Il motivo dell’accaparramento è doppio: o con l’obiettivo di una scorta dettata dal panico o addirittura purtroppo per la rivendita.

 

Avete rilevato un aumento della domanda in zone specifiche o in tutta Italia?

Le richieste sono arrivate da tutto il territorio nazionale, ma nella settimana abbiamo registrato un picco della Lombardia, in particolare nelle province dove ci sono stati focolai.

 

Avete consegnato anche nella prima zona rossa?

No, la copertura della zona rossa non è stata possibile, ma non per causa nostra. Di fatto ci è stata vietata, perché i corrieri non avevano accesso a determinati Cap, circa dieci, e dunque non potevano effettuare la consegna. Questo ci ha fortemente limitato: abbiamo provato a cercare di garantire la consegna da parte di almeno un corriere anche alle persone isolate. Ma questo non è stato possibile.

 

Avete in mente qualche iniziativa particolare, vista la situazione?

Partendo dal presupposto che la consegna è già gratuita per tutti i nostri clienti, ci stiamo concentrando per mettere a punto altre iniziative che possano essere di loro utilità. Il limite in questo momento è dato dal fatto che vogliamo garantire lo stesso servizio a tutti i clienti d’Italia ma non è facile. Faccio un esempio concreto: in un primo tempo avevamo pensato di omaggiare di un gel mani ogni ordine ma ci siamo resi conto che, nel giro di poco tempo, sarebbe stato impossibile portare avanti l’iniziativa, vista la scarsa disponibilità del prodotto.

 

Una domanda sull’organizzazione del lavoro all’interno della vostra azienda: come è cambiato?

I nostri dipendenti che possono farlo stanno già lavorando in smart-working. Abbiamo limitato i contatti con la parte commerciale. Ma la logistica non può fermarsi: il magazzino continua nella sua attività, naturalmente nelle disposizioni di legge. Il packaging rispetta sempre i requisiti di legge per i farmaci. Quello di cui siamo preoccupati è che si fermi la filiera: se dovessero chiudere i grossisti si creerebbe un serio problema di approvvigionamento.

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