Green pass obbligatorio al lavoro, farmacie sotto pressione: l’opinione di una farmacista

Green pass obbligatorio al lavoro, farmacie sotto pressione: l’opinione di una farmacista

Il 15 ottobre è una data cruciale nel lungo cammino della lotta al virus. Tra polemiche e purtroppo anche scontri, entra in vigore il green pass obbligatorio per i lavoratori. Le farmacie sono direttamente coinvolte in una nuova sfida: quella di far fronte all’impennata di richieste di tamponi per chi non ha intenzione di vaccinarsi. Una sfida che arriva dopo più di un anno e mezzo in cui la farmacia è sempre stata in prima linea durante la pandemia.

Quali sono le nuove richieste dei cittadini? Come le farmacie possono essere messe in grado di rispondere ancora una volta in modo efficiente e tempestivo ai bisogni della comunità?

Ne abbiamo parlato con Cristina Arduino, responsabile delle farmacie Neo Apotek: «la richiesta di tamponi ha subito un’impennata già a partire da settembre, quando il green pass è diventato obbligatorio sui mezzi di trasporto, al cinema e nei luoghi chiusi. Ma adesso assistiamo a un vero e proprio boom perché tutte le persone che non hanno intenzione di vaccinarsi stanno prenotando 3 tamponi a settimana da qui a dicembre, per il timore di non trovare spazi. Tutte le telefonate che riceviamo ormai sono per prenotare un tampone».

Una richiesta così massiccia che obbliga la farmacia a rivoluzionare l’organizzazione del lavoro e il personale: «le normative in fatto di sicurezza, l’aumento delle richieste e le necessità di stare nei tempi, ci obbligano a togliere una persona dal banco e a collocarla a tempo pieno nell’esecuzione di tamponi. È uno sforzo importante a cui noi come Neo Apotek stiamo cercando di rispondere mettendo a punto un portale nel quale le persone che desiderano fare il tampone possono prenotarsi, compilare un modulo e anche pagare online, in modo da ridurre il tempo di permanenza in farmacia. Ma non tutti i cittadini, per esempio per un fattore di dimestichezza con l’online, decideranno di utilizzarlo e quindi l’impegno sarà comunque massiccio».

All’aumento dei tamponi si aggiungerà a breve anche il vaccino antiinfluenzale che, per la prima volta, potrà essere somministrato in farmacia. E considerando che le farmacie sono coinvolte anche nel vaccino anti-Covid, lo sforzo richiesto è notevole. Come potrebbero essere aiutate le farmacie? «un grosso aiuto potrebbe essere rappresentato da personale infermieristico messo a disposizione delle farmacie ma anche l’allungamento alle 72 ore per il tampone antigenico, di cui si sta discutendo. Questo potrebbe ridurre molto l’afflusso di persone per i tamponi».

Da più di un anno e mezzo le farmacie sono state il punto di prossimità più accessibile per i cittadini e hanno scaricato i medici di molte attività: «Ci tengo a precisare che i farmacisti sono felici e orgogliosi di avere questo ruolo e che, da tempo, chiedevamo di gestire servizi che prima del Covid erano un’esclusiva prerogativa dei medici, quindi stiamo andando nella direzione che auspicavamo. Però è giusto che le istituzioni siano consapevoli dell’enorme sforzo di aggiornamento, della formazione, e delle pressioni a cui siamo andati e andremo incontro. Vorremmo che questo fosse una tappa verso una vera farmacia dei servizi e un percorso di lungo respiro destinato a continuare anche finita l’emergenza. Noi ci siamo sempre, e con il sorriso, anche per il cittadino che corre da noi all’ultimo momento per chiederci di ristampargli il green pass perché sta andando al cinema e l’ha dimenticato a casa».

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