Integrazioni verticali, l’esperienza americana

Integrazioni verticali, l’esperienza americana

Dal Pharmacy Times arriva il quadro di un’esperienza americana innovativa. Anche se il modello americano è ovviamente molto distante da quello italiano perché prevede una scarsa copertura governativa delle spese sanitarie, è interessante notare la tendenza a un’integrazione verticale del sistema, farmacie incluse, che ispira nuovi modelli orientati ad un’efficiente assistenza sanitaria.


Le integrazioni orizzontali

Fino agli anni 2000 in America le integrazioni orizzontali erano realizzate per ottenere economie di scala.

Grazie all’integrazione di più farmacie, grossisti, operatori di settore e anche produttori, è stato possibile ottenere un minor costo di acquisto dei prodotti e spesso anche diversificazione.


Le integrazioni verticali

Dal 2010 si è diffuso il fenomeno delle integrazioni verticali, spinto dalla necessità dei cittadini di usufruire di un’assistenza sanitaria a minori costi.

A differenza delle integrazioni orizzontali, che hanno inciso principalmente sulle dimensioni, le integrazioni verticali hanno avuto un impatto sul posizionamento in quanto hanno sfruttato la sinergia delle diverse realtà coinvolte per realizzare funzioni distintive.

L’integrazione verticale coinvolge la combinazione diversi operatori della catena di valore del settore salute, come le compagnie di assicurazione sanitaria e i PBM (ndr. Pharmacy Benefit Manager: operatori di mediazione che conducono trattative e offrono servizi ai cittadini per categorie di cittadini al fine di ridurre i prezzi dei farmaci), con l’obiettivo di realizzare strategie più efficaci per il contenimento dei costi, la disponibilità di sistemi di assistenza sanitaria e l’erogazione di assistenza più facile e immediata ai cittadini.


Alcuni esempi di integrazione verticale

Un esempio è la partnership tra la compagnia assicurativa Anthem e CVS Health (catena di farmacie) che ha dato luce al nuovo  PBM, Ingenio Rx.

Anthem ha anche acquisito Aspire Health (fornitore di cure palliative non ospedaliere) per soddisfare l’esigenza di assistenza sanitaria a domicilio lungo tutto il decorso della malattia di pazienti gravi con il supporto dello strumento predittivo Aspire Health Analytics.

Altro caso quello che ha portato alla creazione di Optum da parte di UnitedHealth per fornire servizi nel campo della salute aiutando le persone e le famiglie a ricevere cure, a gestire le prescrizioni e i costi dell’assistenza sanitaria. Optum si rivolge anche alle organizzazioni del settore, all’industria, alle compagnie assicurative e ai fornitori con tutta una serie di servizi di analisi di mercato e di soluzioni predittive basate sull’intelligenza artificiale.


In Italia qualcosa in tal senso è successo, alcuni consorzi hanno diversificato la propria attività e i centri medici hanno iniziato ad avvicinarsi maggiormente al pubblico stipulando accordi e convenzioni con farmacie o insegne della Grande Distribuzione. Il fenomeno però  è ancora in evoluzione e la distribuzione non può restare a guardare.