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Istat segnala emergenza invecchiamento e disabilità

La Redazione   |  11 luglio 2018

Roma, 11 luglio 208 – Presentate al Ministero della Salute le proiezioni ISTAT per Italia Longeva – Rete nazionale sull’invecchiamento e la longevità attiva – che segnalano un veloce invecchiamento della nostra popolazione e l’incremento delle disabilità, tutti fattori che sollecitano una progettualità sostenibile in tema di assistenza, evoluzione tecnologica e creazione di competenze specifiche, oltre alla prevenzione.

Il Prof. Roberto Bernabei, presidente di Italia Longeva, afferma «Rischiamo di diventare un enorme e disorganizzato ospizio. La Long-Term Care è il vero banco di prova per il futuro del Paese che invecchia».


I numeri ISTAT

La popolazione italiana, in continua crescita negli ultimi cento anni, oggi diminuisce, e al contempo invecchia, più velocemente che mai: nel 2050 saremo due milioni e mezzo in meno, gli over65, oggi un quarto della popolazione, diventeranno più di un terzo, vale a dire 20 milioni di persone, di cui oltre 4 milioni avranno più di 85 anni. Inoltre, nel 2030 le disabilità interesseranno 5 milioni di anziani e nel 2050 ogni 100 lavoratori ci saranno 63 anziani da sostenere (oggi sono 35). Un video sintetizza i risultati della ricerca.


Il quadro epidemiologico

Nei prossimi dieci anni 8 milioni di anziani avranno almeno una malattia cronica grave: ipertensione, diabete, demenza, malattie cardiovascolari e respiratorie. «È evidente, quindi, che le cure sul territorio non rappresentano più un’opzione, ma un obbligo per dare una risposta efficace alla fragilità e alla non autosufficienza dei nostri anziani, che si accompagnerà anche a una crescente solitudine. » commenta il prof. Roberto Bernabei.


Disuguaglianze nel territorio

Al Nord, un over65 ha il triplo delle possibilità di essere ospitato in una residenza sanitaria assistenziale rispetto a un cittadino del Sud, e ha a disposizione circa il quintuplo di assistenza domiciliare, in termini di ore e di servizi. Ma i dati poco incoraggianti sulla disponibilità di posti letto nelle strutture sociosanitarie pubbliche e private, e sul numero di ore dedicate alle cure domiciliari, mostrano un’offerta disomogenea nelle varie regioni, con un divario che va oltre le disuguaglianze Nord-Sud.


La Long-Term Care

Conclude il prof. Bernabei «Visto il numero di over85, bisognerà far fronte alla inevitabile perdita di autonomia, investendo in reti assistenziali, competenze e tecnologia – la famosa tecnoassistenza che propugniamo da anni –: in altre parole, scommettere su una Long-Term Care matura e moderna, che si rivelerà il vero banco di prova per il futuro del Paese».


I Farmacisti giocheranno un ruolo importante in questa sfida soprattutto se coglieranno l’opportunità di mettere professionalità e servizi in rete con i sistemi assistenziali sul territorio.

Fonte: Italia Longeva