Più della metà delle farmacie italiane disponibile per la campagna vaccinale

Più della metà delle farmacie italiane disponibile per la campagna vaccinale

Mentre a livello centrale si aspettano nuove dosi di vaccino, le farmacie italiane sono pronte a fornire un contributo determinante a partecipare alla campagna vaccinale: lo scopo è di fare la loro parte per arrivare alla quota ambiziosa 500.000 vaccini al giorno, secondo l’obiettivo del piano vaccini. La campagna di reclutamento di Federfarma e Assofarm ha visto una buona adesione.

Adesione al 60%

Al termine della accolta delle adesioni di Federfarma delle proprie farmacie associate, sono 10.400 farmacie, su un totale di circa 18.000 associate, pari a circa il 60 per cento, quelle che hanno dato la disponibilità a somministrare il vaccino anti-Covid. A queste si aggiungono circa 600 farmacie comunali, per un totale complessivo di 11.000 farmacie.

Si stima che ognuna delle circa 11.000 farmacie aderenti sarà in grado di somministrare, mediamente, tra i 15 e i 20 vaccini al giorno; ciò grazie alla presenza di 25.000 professionisti opportunamente formati attraverso l’apposito corso organizzato dall’Istituto superiore di sanità. Questo significa che grazie alle somministrazioni effettuate nelle farmacie, il numero delle vaccinazioni quotidiane in Italia può passare rapidamente dalle attuali 250.000 a circa 450.000.

«Una adesione così alta», afferma Andrea Mandelli, presidente della Fofi, «è la conferma che i farmacisti italiani sono pronti a collaborare al raggiungimento degli obiettivi fondamentali di salute pubblica, come la Federazione aveva affermato già la scorsa estate, nell’imminenza della campagna antinfluenzale». E aggiunge che, nello stesso tempo, «è la conferma che l’evoluzione del ruolo del farmacista che la Federazione ha preparato, promosso e sostenuto, è una realtà concreta di cui si deve tenere conto nella prossima riforma dell’assistenza territoriale».

Se la farmacia italiana dimostra così ancora una volta, nei fatti, il rilevante contributo che può e vuole fornire al processo di rafforzamento della sanità territoriale, rimane il problema nazionale dell’approvvigionamento, anche alla luce delle nuove raccomandazioni sul vaccino Astrazeneca.

Nell’ambito del contributo delle farmacie alla sanità territoriale, entra anche il Progetto “Farmacia Italiana nel Pnrr” (Piano nazionale di ripresa e di resilienza), elaborato da Federfarma e presentato al Parlamento e al governo. Un progetto che si muove in coerenza con i tempi di realizzazione degli investimenti previsti dal Next Generation EU e realizza un concorso di capitali privati nella misura di 3 euro per ogni euro pubblico, attivando un volume di investimenti pari, nei tre anni, a 2,3 miliardi di euro. Per questo il progetto “Farmacia Italiana nel Pnrr” appare in grado di realizzare un salto nella qualità e nella quantità dei servizi di assistenza sanitaria resi ai cittadini, attraverso un ridotto impiego di capitale pubblico.

«Auspichiamo che tale Progetto venga inserito nel testo definitivo del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza», dichiara Marco Cossolo, presidente di Federfarma nazionale. «Con l’impiego di 500 milioni di euro di risorse pubbliche si potrebbero infatti realizzare investimenti per oltre 2 miliardi di euro, grazie al concorso del capitale privato, con il risultato di garantire un diffuso rafforzamento del Servizio sanitario nazionale a livello territoriale».

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