Recovery Fund: Egualia individua le priorità per il comparto farmaceutico

Recovery Fund: Egualia individua le priorità per il comparto farmaceutico

Tra le sfide che dovrà affrontare il prossimo governo c’è quella dell’utilizzo dei fondi destinati all’Italia del Next Generation Eu, il pacchetto per la ripresa dal Covid-19 dell’Unione Europea. Secondo Enrique Häusermann, presidente di Egualia (già Assogenerici), sono quattro i pilastri su cui costruire la ripartizione dei fondi: per illustrarli ha presentato una memoria nell’ambito dell’esame della proposta di Piano nazionale di ripresa e resilienza (PnrrR) all’esame della commissione Affari Sociali della Camera.

Quattro pilastri su cui concentrare la progettualità

«Governance nazionale, politiche di acquisto, politica industriale europea e digital health sono i quattro pilastri su cui la politica deve concentrare le progettualità per l’utilizzo del Recovery Fund, al fine di garantire una reale e consapevole ripartenza non solo del comparto sanitario e farmaceutico, ma anche dell’intero Paese», ha affermato in una nota Häusermann, illustrando la posizione della associazione dei produttori di farmaci generici. Per quanto riguarda la governance nazionale, il focus della proposta è una revisione programmatica dei tetti di spesa attraverso una scelta più razionale dei canali di distribuzione, la velocizzazione dei meccanismi di prezzo e rimborso, valorizzando il meccanismo concorrenziale di generici e biosimilari e reinvestendo nella farmaceutica le risorse che si liberano per garantire maggiore accesso. Indispensabile, a tal fine, puntare progressivamente sui modelli di gain sharing, potendo però contrare su una reale interoperabilità dei sistemi di analisi dei flussi finanziari con quelli prescrittivi.

Sulle politiche di acquisto, il suggerimento di Egualia, è quello di rivedere i meccanismi di gara, specie per le forniture ospedaliere, che attualmente rischiano di determinare la fuoriuscita di molte Pmi, aprendo la strada a un dannoso “monopolismo di ritorno”.

La politica industriale del Paese, in armonia con il piano europeo di politica industriale in campo farmaceutico, deve adottare misure capaci di ridare maggiore autonomia e capacità di reazione all’industria del farmaco. È prioritario destinare una parte delle risorse previste nel Pnrr a progetti di sviluppo industriale in grado di potenziare la produzione in Italia di farmaci e principi attivi farmaceutici.

Infine, il capitolo degli investimenti in digitalizzazione dell’assistenza medica e promozione del Fascicolo sanitario elettronico e della telemedicina deve essere arricchito prevedendo l’integrazione dei Percorsi diagnostico-terapeutici (Pdta) attraverso soluzioni digitali. La digital health rappresenta l’ambito d’elezione per la valorizzazione delle Value Added Medicines, strumento prezioso di sistema per ottimizzare l’erogazione dei farmaci attraverso l’uso delle nuove tecnologie.

Häusermann ha colto l’occasione anche per presentare l’Europe’s Beating Cancer Plan, sottolineando che «le iniziative messe in campo per garantire le catene di approvvigionamento, rispondere alla carenza di farmaci e assicurare che i trattamenti rimangano accessibili per i pazienti non possono prescindere dalle richieste avanzate anche oggi dai produttori europei del comparto». Tali richieste sono: una riforma degli appalti pubblici per garantire l’approvvigionamento di medicinali in tutta l’Unione, al fine di prevenire carenze; la riduzione dell’onere amministrativo e dei costi del mantenimento dei medicinali sul mercato migliorando l’efficienza normativa; l’incentivazione degli investimenti nella resilienza della catena di approvvigionamento manifatturiera; l’eliminazione delle barriere ancora esistenti in molti Paesi all’uso dei biosimilari; la valorizzazione dei Farmaci a valore aggiunto (Vam), che rappresentano un potenziale inesplorato per l’ottimizzazione delle terapie esistenti.

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