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Schoenheit di Doxa Pharma: il tempo in farmacia

Chiara Romeo   |  13 giugno 2018

Anche quest’anno a Cosmofarma Exibition 2018 si è svolto l’Osservatorio sul mondo della farmacia, ormai giunto alla sesta edizione. L’incontro ha visto lo svolgersi di sei tavoli tematici – dermocosmesi, alimentazione e integrazione, diagnostica, tecnologia, servizi sanitari, diversity – costituiti ciascuno da quattro aziende e quattro farmacisti, che si sono confrontati sulle diverse modalità di partnership che si possono creare tra il mondo della farmacia e il mondo delle aziende, oggi e in prospettiva.

Abbiamo chiesto a Gadi Schoenheit (nella foto), vice presidente di Doxa Pharma, di spiegarci i risultati di questo confronto.


Dottor Schoenheit, ci può spiegare quale concetto di farmacia è alla base delle nuove proposte emerse dai tavoli tematici?

I clienti si sono abituati a entrare in farmacia con la ricetta e uscire in fretta, questo li ha portati a rimanere comunque poco in farmacia. Per una nuova visione della farmacia si deve ribaltare questo concetto: l’inversione della variabile tempo diventa un nodo cruciale. Anche il tempo del farmacista diventa essenziale, nell’abituare il cliente-paziente a rallentare la sua permanenza in farmacia e dedicare del tempo alla sua salute, nella relazione con il farmacista. In questo modo torna a essere al centro. Oggi vi è un forte bisogno di salute e il nuovo modello di farmacia deve uscire dalla logica del prodotto puro che «prendo e porto a casa», ma integra diagnosi, terapia, servizi, misurazione, controllo, network sanitario. Una farmacia che non è più product oriented, ma relazione oriented.


In concreto cosa vuol dire per il farmacista?

Da parte del farmacista questo si traduce prima di tutto in tempo dedicato alla formazione professionale sulla relazione, una formazione professionale, quindi, che va oltre l’aggiornamento sul farmaco o sui prodotti in generale. Il rallentamento nel tempo porta anche a una continuità nel seguirlo oltre l’ingresso in farmacia. Un altro aspetto fondamentale nel nuovo modello di farmacia è l’avere una squadra omogenea e formata. Il tutto con al centro il cittadino-paziente in un nuovo rapporto con la farmacia nella gestione della sanità, dalla prevenzione alla cura a 360°.


E nella gestione del paziente?

Vuol dire tempo anche per relazionarsi con gli altri partner della sanità sul territorio e in ospedale; oltre al tempo per conoscere le esigenze del territorio, perché ciascuna farmacia ha una diversa cittadinanza di riferimento con comportamenti e bisogni diversi. Per quanto riguarda poi l’aderenza alla terapia anche in questo caso ci vuole tempo da dedicare alla co-gestione del paziente con il medico, che prevede anche la relazione con i medici di medicina generale del territorio. E ancora tempo per misurare il comportamento corretto nel seguire la terapia. Da parte loro le aziende hanno strumenti già in loro possesso che possono mettere a disposizione: per esempio App per mettere in connessione medico, paziente, farmacia.


In particolare, per quanto riguarda la gestione del reparto dermocosmetico?

Qui è ancor più fondamentale il tempo per scegliere le linee di prodotto che differenzino la farmacia dagli altri punti vendita, a partire dalla profumeria. Deve essere chiaro al cliente che in farmacia si entra non a comprare un prodotto, ma a risolvere un problema. Questo richiede tempo, formazione e prodotti di qualità.