Vaccinazione anti-influenzale: rispetto ai numeri del 2019/20 pubblicati dal Ministero della salute necessaria un’inversione di rotta

Vaccinazione anti-influenzale: rispetto ai numeri del 2019/20 pubblicati dal Ministero della salute necessaria un’inversione di rotta

Mancano pochi mesi all’avvio della campagna anti-influenzale ma l’importanza che avrà quest’anno sarà senza precedenti. Perché proteggersi dall’influenza equivarrà a riconoscere per tempo le eventuali infezioni determinate dal contagio del Covid-19.

Nel documento firmato da Gianni Rezza, direttore generale della prevenzione presso il ministero della Salute, ci sono alcune novità. Infatti, oltre alle categorie di rischio già considerate, il ministero della Salute per la stagione 2020-21 raccomanda la profilassi anti-influenzale ai bambini a partire dai 6 mesi e l’anticipo della vaccinazione per gli anziani. Inoltre, a partire da ottobre, ha introdotto la gratuità per il vaccino anti-influenzale per la fascia d’età compresa tra i 60 e 64 anni. La campagna per la vaccinazione dovrebbe partire in anticipo per far fronte a una richiesta che si auspica maggiore rispetto a quella degli scorsi anni. L’obiettivo fondamentale è quello di migliorarne l’adesione. Infatti i nuovi dati del ministero della Salute, relativi alla stagione 2019-20 e pubblicati in questi giorni, testimoniano che si vaccina solo il 54,6% degli over 65, un numero davvero lontano dal target minimo del 75%.

In totale, solo il 16,7% degli italiani si è vaccinato contro l’influenza l’anno scorso mentre i soggetti colpiti sono stati 7,6 milioni. Nel 2005/2006, l’anno che aveva registrato i risultati migliori, tra gli over 65 si era vaccinato il 68,3%. Da quel momento, si è registrato un calo più o meno costante e l’anno peggiore è stato il 2014/2015 (48%). Ma il lento ritmo della risalita degli ultimi anni necessita un drastico cambiamento di rotta quest’anno per riuscire a fronteggiare un eventuale ritorno della pandemia.

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