Vaccinazioni in farmacia: sarà possibile anche in Italia?

Vaccinazioni in farmacia: sarà possibile anche in Italia?

Non sappiamo ancora se ci sarà effettivamente un secondo picco di contagi da Coronavirus in autunno ma è sicuramente fondamentale non farsi trovare impreparati. Questo vale non solo per le farmacie, ma per il sistema sanitario in generale. Una delle strategie suggerite dagli infettivologi è quella di aumentare la copertura vaccinale contro l’influenza stagionale: questo permetterebbe di fare diagnosi più veloci e di identificare più rapidamente eventuali casi Covid-19. Nella scorsa stagione la copertura per gli over 65 è stata del 53,1%, a fronte di un obiettivo minimo per il ministero della Salute di arrivare a una copertura del 65%. Come le farmacie potrebbero essere di supporto?

Mandelli (Fofi): cogliere l’opportunità

Un Ordine del giorno approvato dalla Camera impegna il governo a valutare l’opportunità di utilizzare le farmacie aperte al pubblico e dotate di spazi idonei sotto il profilo igienico-sanitario e atti a garantire la tutela della privacy «alla somministrazione di vaccini da parte di medici, al fine di contenere gli accessi ospedalieri e di alleggerire il carico degli ambulatori medici». Le farmacie, in qualità di presidi sanitari polifunzionali del territorio, potrebbero svolgere un ruolo strategico diventando siti vaccinali, con la presenza di medici, in vista della prossima stagione influenzale: «Pungoleremo il governo affinché l’impegno assunto in tal senso con l’approvazione di un mio ordine del giorno sia rispettato», ha scritto Andrea Mandelli (nella foto), deputato di Forza Italia e presidente della Fofi sul suo profilo Facebook.

Alla sua sollecitazione ha risposto la Fnomceo, Federazione degli Ordini dei medici, sollevando alcune perplessità. «Prendiamo atto dell’Ordine del giorno, presentato dall’on. Andrea Mandelli presidente della Fofi», ha dichiarato il presidente Filippo Anelli, «convinti più che mai dell’utilità di una strategia vaccinale contro l’influenza in questa fase 2 dell’epidemia di Covid-19, nutriamo tuttavia forti perplessità che il divieto, previsto dall’articolo 102 del Testo unico delle Leggi sanitarie, sull’esercizio della professione medica in farmacia possa essere superato, in assenza di una regolamentazione che eviti un possibile conflitto di interessi».

La risposta è arrivata ieri in una diretta Facebook della pagina di Cosmofarma Exibition, in cui Mandelli ha dichiarato: «La forza delle buone idee è inarrestabile. Non possiamo pensare di arroccarci su vecchie posizioni, facendo riferimento a una legge del 1934».

La Federazione internazionale dei farmacisti, in un rapporto del 2017, aveva evidenziato il ruolo dei farmacisti come educatori e facilitatori durante le pandemie (per esempio l’influenza) o altre situazioni impegnative che possono influenzare in modo significativo la morbilità e la mortalità della popolazione generale. In 13 Paesi (Argentina, Australia, Canada, Costarica, Danimarca, Irlanda, Nuova Zelanda, Filippine, Portogallo, Sud Africa, Regno Unito, Stati Uniti e Svizzera) la vaccinazione si fa in farmacia e può essere effettuata da farmacisti preparati che devono superare appositi training formativi ed essere in possesso di specifici requisiti; insieme ad altri operatori sanitari abilitati.

Nel Regno Unito, i farmacisti sono attivamente coinvolti nella catena di approvvigionamento. Nell’assistenza primaria in particolare, i farmacisti possono essere responsabili della distribuzione dei vaccini in aree dove questi sono meno diffusi rispetto a quelli richiesti.

Dal 2019 in Francia è possibile fare la vaccinazione antinfluenzale in farmacia.

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