Progetto Zero: la farmacia in prima linea contro l’ipertensione

Progetto Zero: la farmacia in prima linea contro l’ipertensione

L’ipertensione è la prima causa di mortalità nel mondo e rappresenta il principale fattore di rischio di malattie di natura cardiovascolare che causano 280mila vittime ogni anno. In Italia ne soffrono circa 16 milioni di persone e colpisce il 33% degli uomini e il 31% delle donne, nel 50% dei casi senza che ne siano consapevoli. Di fatto, il 19% degli uomini e il 14% delle donne vivono in una condizione di rischio.

Attualmente, il controllo dei valori pressori nei pazienti ipertesi con il trattamento è ben lontano da essere ottimale (in Italia soltanto la metà dei pazienti ipertesi raggiunge i valori pressori al di sotto del bersaglio consigliato dalle linee guida internazionali). Un insuccesso terapeutico che aumenta i rischi per la salute della popolazione e la spesa per i sistemi sanitari nazionali.

Il farmacista ha un ruolo fondamentale nella corretta gestione della misurazione della pressione arteriosa, nell’istruzione del paziente all’auto-misurazione domiciliare e nella scelta delle apparecchiature. Poiché le farmacie costituiscono un punto nevralgico nella gestione delle condizioni croniche come l’ipertensione arteriosa, i farmacisti possono rappresentare un importante supporto nella prevenzione del rischio cardiovascolare globale del paziente attraverso le informazioni che possono fornire agli utenti in tema di salute. La sensibilizzazione dei pazienti verso il proprio rischio cardiovascolare può portare anche a un miglioramento dell’aderenza alla terapia anti-ipertensiva, che è uno dei principali fattori dello scarso controllo pressorio nella popolazione. Per questi motivi, le farmacie sono la sede ideale per le iniziative di promozione della salute e del benessere e di prevenzione delle malattie.

Progetto Zero è un’esclusiva campagna di prevenzione del rischio cardiovascolare e di promozione della corretta automisurazione dei valori pressori e sanguigni, promossa da Corman.

L’edizione del 2019 (il quarto anno consecutivo, la campagna è stata lanciata nel 2015) ha coinvolto 1.000 farmacie in tutta Italia che, a partire da maggio, sono state formate e sviluppate per diventare veri e propri punti di riferimento per i cittadini, che ricevono screening gratuiti e informazioni sulla misurazione della pressione arteriosa, della glicemia e del colesterolo totale.

Come funziona?

Il progetto, attualmente in corso in tutta Italia, si articola in due fasi. Nella prima, un team di infermieri professionisti (che hanno partecipato a un corso di formazione della Società Italiana di Medicina Generale e delle cure primarie, SIMG) incontra il personale delle farmacie per un percorso formativo sul rischio cardiovascolare, sulla corretta automisurazione pressoria e sul counseling del paziente iperteso.

Nella seconda fase le farmacie, che sono state dotate di tutti i materiali informativi, organizzano le giornate insieme al personale infermieristico che sottopone i clienti-pazienti a un questionario di 34 domande elaborato da SIMG e dall’Istituto Superiore di Sanità, a cui viene associata la misurazione del colesterolo totale, della pressione arteriosa e della glicemia.

In seguito, viene rilasciato al paziente un profilo di rischio da valutare insieme al proprio medico curante.

L’obiettivo del 2019 è quello di realizzare 15.000 screening (nel 2018 ne sono stati eseguiti 10.000), un numero importante che si tradurrà in un data base che permetterà di avere oltre 10.000 profili anonimi per analizzare il rischio CV in Italia.

Questi dati di “vita reale”, provenienti dalle rilevazioni fatte nelle farmacie negli anni precedenti, hanno generato risultati in accordo con quelli ottenuti dagli studi clinici eseguiti dai medici di medicina generale in Italia, nei quali quasi il 50% dei pazienti ipertesi non ha valori di pressione arteriosa controllati. Inoltre, gli screening hanno consentito di rilevare le abitudini comportamentali che possono influenzare in modo negativo il controllo pressorio e il rischio cardiovascolare e hanno evidenziato la necessità di una riduzione del rischio cardio e cerebrovascolare anche attraverso campagne e strumenti di informazione consapevole dei cittadini.

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