La farmacia tiene bene la rotta nei primi 9 mesi del 2022 però da settembre nubi in vista

Dati aggiornati al: 30 Settembre 2022

La farmacia tiene bene la rotta nei primi 9 mesi del 2022 però da settembre nubi in vista

Per quasi tutto il 2022 la farmacia è riuscita a fronteggiare molto bene l’impatto della crisi economica.  Il dato a consuntivo New Line Ricerche di Mercato sui primi nove mesi del 2022 individua una crescita del giro d’affari del canale sia di fatturato (+6,4%) che di confezioni (+5,9%). E questo vale anche escludendo dal totale la componente dei servizi Covid (tamponi e test in farmacia), con differenziali fortemente positivi sia a valori (+4,9%) sia a volumi (+4,8%).

Ma il campanello d’allarme suona nell’ultimo trimestre: i dati dei 9 mesi evidenziano infatti una flessione rispetto ai trend globali osservati alla fine del primo semestre dell’anno (+8,1% a fatturato e +8,2% a confezioni), effetto soprattutto del rallentamento osservato sui dati mensili di settembre 2022. Non è escluso che l’aumento dei prezzi che da fine agosto ha iniziato a incidere in modo rilevante anche sul canale, abbia ulteriori conseguenze nell’ultima parte dell’anno se i consumatori, come è probabile, saranno costretti a continuare a tagliare le spese non essenziali.

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In generale nel 2022 l’accesso in farmacia è stato determinato principalmente da fattori esogeni al canale come i picchi di contagi legati ad Omicron osservati nel primo trimestre 2022 e una seconda ondata tra giugno e luglio 2022. Il consumatore si è orientato prevalentemente all’acquisto legato al bisogno di cura e rispetto al 2021 c’è stato un importante ritorno al canale territoriale, sia per far fronte rapidamente alle emergenze sia per beneficiare del consiglio di un professionista della salute come il farmacista. A fare le spese di questa dinamica sono stati gli ambiti più commerciali come la Dermocosmetica. Durante il 2022 in quest’area i prodotti stagionali sono stati penalizzati dall’aumento del consumo di prodotti legati invece alla diffusione del Covid e a un bisogno immediato di cura.

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I risultati positivi globali sono il frutto della performance dei due assi principali, Etico e Commerciale. Il Farmaco Etico, che ha un peso intorno al 54% sul giro d’affari del canale, registra trend positivi sia a valori (+2,5%) sia a volumi (+1,5%). È però la Libera Vendita, che pesa circa per il 44% del totale, ad esprimere i differenziali migliori, chiudendo a consuntivo con dati molto positivi sia a fatturato (+8%) sia a confezioni (+9,3%).

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ETICO

I numeri del farmaco Branded (circa l’80% del totale dei farmaci su ricetta) sono positivi sia a fatturato (+1,9%) sia a confezioni (+1%) ma è la componente GX a riportare i trend migliori, con un delta a fatturato di +5% e uno a confezioni di +2,9%.

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COMMERCIALE

Il dato a consuntivo del mondo Out of Prescription è trainato principalmente dai segmenti dell’Automedicazione e dei Sanitari.

L’Automedicazione, che pesa per il 57% del totale della Libera Vendita mette a segno trend positivi sia a fatturato (+10,2%) sia a confezioni (+9,1%). Sono risultati decisamente positivi e che si mantengono a valori anche nel confronto con il 2019 (+7,5%) mentre la forbice con il periodo pre-pandemico non è ancora completamente chiusa a confezioni (-0,8%).

I Sanitari si confermano il secondo segmento del comparto, rappresentando circa il 19% delle vendite totali, e registrano incrementi importanti sia a fatturato (+11,2%) sia a confezioni (+18,9%).

Come abbiamo anticipato, è la Dermocosmetica a fare le spese dei buoni risultati degli ambiti più legati a cura e prevenzione: il segmento, che pesa circa per il 16% sul totale del comparto, riporta a consuntivo trend positivi a valori (+1,9%) ma flat a volumi (-0,1%). Si tratta di risultati leggermente migliori rispetto alla chiusura del primo semestre dell’anno, segno di una graduale ripresa, ma non si può ancora parlare di una piena inversione di tendenza.

La Veterinaria registra differenziali sostanzialmente flat a fatturato (-0,5%) e negativi a volumi (-7,1%).

I trend a consuntivo per gli Alimenti e Dietetici sono flat a fatturato (+0,6%) ma negativi a confezioni
(-3,5%), mentre l’Omeopatia chiude il semestre con differenziali negativi sia a fatturato (-10,7%) sia a confezioni (-14,8%).

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