Peeling domiciliari, tutte le novità e i consigli dell’esperta

Peeling domiciliari, tutte le novità e i consigli dell’esperta

Riempitivo, illuminante, a effetto tensore: sempre più spesso il lessico dermocosmetico utilizza anche il linguaggio della medicina estetica, rivelando così una delle tendenze più diffuse, ovvero offrire prodotti con tecnologie così evolute da ricordare i trattamenti “dermoplastici” ambulatoriali. L’esempio più calzante di cosmetico con queste prerogative è il peeling chimico domiciliare, che registra un consenso sempre più crescente tra i consumatori anche in farmacia, tanto da aver mosso solo nel 2018 un giro d’affari (insieme alle maschere e ad altri esfolianti) pari a 14,1 milioni di euro (+24,6% rispetto all’anno precedente) (Fonte Cosmetica Italia).

Un consenso che trova la sua ragione d’essere nell’evoluzione delle formule, oggi multitasking per definizione: illuminanti, leviganti, antietà, propedeutiche all’applicazione delle maschere e delle creme e capaci di soddisfare anche i consumatori più attenti al contenuto scientifico del cosmetico. Consumatori che, però, proprio per il loro bisogno di conoscere a fondo tutte le potenzialità del cosmetico, spesso chiedono al farmacista informazioni più dettagliate sull’azione e sul contenuto del prodotto da acquistare. Quali sono, dunque, i plus dei peeling dermocosmetici? Abbiamo chiesto un parere alla dermatologa Mariuccia Bucci, responsabile scientifico dell’ISPLAD (www.isplad.org): «Eseguiti con cadenza regolare, oltre a restituire luminosità e omogeneità all’incarnato, migliorando i fenomeni di rifrazione e riflessione della luce, “allenano” la cute ad autorigenerarsi». Nello specifico, «la rimozione dello strato corneo superficiale, che avviene attraverso l’indebolimento e la rottura delle giunzioni intercellulari (i desmosomi) presenti fra un cheratinocita e l’altro (azione cheratolitica), stimola il turnover cellulare, purifica la pelle in profondità e la rende più ricettiva ai trattamenti cosmetici idratanti e antietà, favorendo una maggiore penetrazione dei principi attivi». In autunno-inverno, utilizzati al massimo due volte la settimana risultano uno strumento particolarmente efficace per contrastare l’aspetto spento e opaco della pelle e, grazie all’azione rigenerante, per prevenire secchezze e screpolature indotte dal vento e dalle temperature intorno allo zero.

Peeling agli acidi sempre più soft ed efficaci

Grazie alle innovazioni tecnologiche oggi disponiamo di peeling cosmetici molto soft, ma incisivi nei risultati e con texture sempre più evolute: oltre alla classica versione in emulsione, ci sono i peeling liquidi, simili a tonici o lozioni senza risciacquo, da applicare la sera da soli o prima della crema notte, oppure inedite texture leviganti in polvere, che al contatto con l’acqua si modificano in una delicata e soffice mousse, trasformando il rito dell’esfoliazione in un’operazione sensoriale.

Da segnalare anche le formule progressive, con prodotti che agiscono gradualmente, spesso racchiuse in due confezioni distinte, da usare in successione, giorno dopo giorno, per circa un mese. «Trai principi attivi più rispettosi della pelle ed efficaci nell’azione c’è l’acido salicilico, un beta-idrossiacido ottenuto dalla radice del salice (o di sintesi), che agisce in superficie garantendo un’esfoliazione uniforme», conferma Bucci. L’acido glicolico, estratto dalla canna di zucchero, che appartiene alla categoria degli alfa-idrossiacidi (AHA) come ad esempio l’acido  malico (dalla mela) e  il citrico (dal limone),  è spesso inserito nei peeling ambulatoriali ad alte concentrazioni, mentre nei cosmetici può essere presente dal 2 al 15-20%. In concentrazioni molto basse, stimolando la produzione di proteine idratanti e zuccheri (proteoglicani e glicosaminoglicani), conferisce ai prodotti solo proprietà idratanti. «Dall’8% in su, invece, rimuovendo le cellule morte, l’acido glicolico accelera anche il turnover della pelle, mentre in percentuali superiori e con applicazioni quotidiane stimola i fibroblasti a produrre collagene ed elastina, aiutando così a ripristinare compattezza ed elasticità dei tessuti», dice l’esperta. Della categoria degli AHA fa parte anche l’acido ascorbico (vitamina C), un principio attivo tra i più eclettici e multifunzionali. «Oltre a illuminare e uniformare l’incarnato, contrasta sia il cronoinvecchiamento sia il fotoinvecchiamento», assicura Bucci. Tra i principi attivi più classici e tornati in auge c’è il retinolo (principio attivo cosmetico), che ha la stessa origine (derivati della vitamina A) dell’acido retinoico (regolato come farmaco) usato in ambulatorio medico per trattare le pelli acneiche e le macchie  molto evidenti. «Nell’immediato, essendo un seboregolatore il retinolo controlla anche l’antiestetico effetto lucido delle pelli grasse o miste. Nel tempo, invece, ha un effetto antietà e attenua le rughe, perché sprona i fibroblasti a produrre collagene ed elastina», ricorda Bucci.

Dedicati alle pelli sensibili

I poli-idrossiacidi, come l’acido lattobionico e il gluconolattone, danno risultati analoghi agli AHA, ma senza possibili effetti irritativi e non interagendo con la luce solare possono essere utilizzati anche dalle pelli più delicate, mattino e sera, in qualsiasi stagione. Ancora più soft e adatti anche per le pelli reattive sono i peeling enzimatici. «I principi esfolianti in questo caso non sono gli acidi, ma la papaina o la bromelina, due enzimi proteolitici che imitano il ruolo delle proteasi naturali del corpo e aiutano ad “assimilare” la cheratina. Così, quando vengono in contatto con la pelle si dissolvono eliminando gli strati cutanei delle “cellule morte” e lasciando inalterato l’equilibrio del pH cutaneo». È possibile scegliere tra maschere, detergenti, lozioni, creme e polveri. «I risultati migliori si ottengono con l’applicazione, grazie a delicati movimenti circolari, di uno strato sottile di prodotto sulla pelle pulita ed asciutta e lasciando in posa per circa 15 minuti. Al termine, è necessario lavare con acqua fredda e asciugare bene» conclude Bucci. Anche i trattamenti enzimatici vanno eseguiti non più di due volte la settimana.

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AUTORE

Autrice di testi specialistici e giornalista esperta di salute e cosmesi. Collabora da diversi anni con quotidiani e periodici a diffusione nazionale – attualmente per D La Repubblica, Starbene, F, Grazia e Natural Style – per argomenti di benessere, alimentazione, bellezza e dermocosmesi, fitness psicologia e ambiente.