L’intervista a Morena Sangiovanni, presidente del gruppo Boehringer Italia

L’intervista a Morena Sangiovanni, presidente del gruppo Boehringer Italia

Nel primo numero di dicembre di PharmaForfuture, la nostra rubrica dedicata ai temi della sostenibilità, abbiamo intervistato Morena Sangiovanni (nella foto sotto), presidente del gruppo Boehringer Italia. Boehringer Ingelheim è una azienda farmaceutica leader mondiale, guidata dalla Ricerca, indipendente e di proprietà familiare, fondata nel 1885. Opera nelle tre aree di business: Human Pharma, Animal Health e Biopharmaceutical Contract Manufacturing. Nel 2019 ha conseguito un fatturato netto di 19 miliardi di euro ed ha effettuato significativi investimenti in Ricerca & Sviluppo pari a circa 3,5 miliardi di euro.

 

Che ruolo ha la sostenibilità nel vostro modello aziendale?

Un ruolo importantissimo: nonostante l’azienda abbia 135 anni di storia e sia una delle aziende leader del mondo nel settore, con 51mila dipendenti, rimane di proprietà famigliare e indipendente. Questo si traduce in una pianificazione molto attenta a investire in progetti con un orizzonte ampio, che guardino anche alle generazioni future e che siano quindi sostenibili.

Il nostro impegno nella sostenibilità si concretizza in diverse direzioni. La nostra mission è quella di sviluppare farmaci che migliorino le condizioni di salute e di vita di persone e animali, ma lavoriamo anche ad iniziative per aumentare il benessere della comunità, attraverso donazioni e progetti che portiamo avanti nei Paesi in via di sviluppo. Nel fare innovazione siamo sempre attenti alla sostenibilità ambientale e ci occupiamo anche del benessere della nostra comunità di dipendenti, con programmi di inclusione e di welfare aziendale.

 

Quali azioni avete già intrapreso in questa direzione?

Il nostro impegno nell’innovazione e nella ricerca è costante, abbiamo l’obiettivo di sviluppare farmaci che facciano davvero la differenza per la vita delle persone attraverso una miglior gestione della malattia. Siamo fortemente impegnati nel migliorare anche la salute degli animali: da compagnia e da produzione. Abbiamo una storia costante di innovazione nella gestione di alcune patologie, per esempio nella terapia acuta dello stroke siamo stati dei pionieri, così come nell’anticoagulazione.

Per quanto riguarda l’impegno verso la comunità, siamo molto orgogliosi del nostro programma internazionale Making More Health (MMH), un’iniziativa a livello globale nata nel 2010, in collaborazione con Ashoka (la più grande rete di imprenditori sociali al mondo), che unisce aspetti sociali e di business con l’obiettivo di creare valore condiviso per la società, per le imprese sociali presenti nella rete dell’azienda, per i partner locali e internazionali e per i suoi dipendenti, promuovendo progetti di imprenditoria sociale nel mondo. Il programma ha sostenuto circa 40 progetti di sviluppo.

Tra le principali iniziative, mirate alla co-creazione di un ecosistema sostenibile di cambiamento nelle comunità più vulnerabili, rientrano il progetto di microimpresa “Elephants”, lanciato a settembre 2018 nel sud dell’India, a Coimbatore, nello stato indiano del Tamil Nadu: un corso di formazione per 60 abitanti del villaggio sulla produzione di sapone, sviluppato con l’obiettivo di consentire una vita più sana agli abitanti, una maggiore conoscenza e quindi prevenzione delle malattie legate alla mancanza di igiene,

Il nostro programma dedicato alla sostenibilità ambientale si chiama “Be green – Future by Choice”, che portiamo avanti dal 2011 per ridurre l’impatto dei processi nella ricerca sviluppo, nell’innovazione di prodotto (per esempio abbiamo lanciato sul mercato un inalatore  per i pazienti con bronchite cronica che non utilizza gas propellenti ed è riutilizzabile) e anche nei siti produttivi, dove abbiamo lavorato per migliorare il controllo delle acque reflue, per ridurre l’utilizzo di sostanze nocive ed emissioni gassose. A livello di uffici, stiamo spostando le nostre sedi in edifici ecosostenibili, abbiamo ridotto al minimo l’utilizzo della plastica, abbiamo integrato il parco macchine aziendali con auto ibride.

Per quanto riguarda il welfare dei nostri dipendenti, abbiamo un asilo nido aziendale, abbiamo avviato diversi programmi di inclusione e di conciliazione vita lavoro come “Genitori al lavoro”, un servizio sviluppato per i neogenitori che possono beneficiare di incontri specifici per aumentare la consapevolezza del loro nuovo ruolo e per offrire un supporto su come conciliare la nuova vita di genitore con la vita lavorativa, il progetto coinvolge non solo il neo-genitore ma tutto il suo contesto lavorativo (dai colleghi ai suoi superiori) per un approccio più consapevole di tutto il team.

Siamo precursori dello smart working: da noi molto prima del Covid i dipendenti potevano scegliere di lavorare da casa senza limiti di giornate. Abbiamo inoltre anche un programma di sostegno psicologico aziendale che in questa difficile fase è stato particolarmente importante.

 

L’emergenza Covid-19 ha introdotto nuove routine/pratiche/obiettivi nella vostra organizzazione?

Anche se lo smart working era già diffuso in azienda, abbiamo imparato e stiamo imparando molto da questa emergenza. Stiamo lavorando a nuove linee guida da implementare nel post Covid, abbiamo scoperto che possiamo fare in modo diverso molte attività che prima facevamo per tradizione in un unico modo. Possiamo ridurre le riunioni in presenza, i viaggi, e di conseguenza l’utilizzo di aerei e veicoli inquinanti. L’emergenza ci ha dato una grossa spinta in termini di digitalizzazione, noi come tutto il resto del mondo ci rendiamo conto che molte attività quotidiane possono essere fatti in nuovi modi. Questo nuovo modo di lavorare ci aiuterà in termini di efficienza, riduzione dei costi e ovviamente ridurrà moltissimo l’impatto ambientale.

 

Quali sono in particolare i (nuovi) obiettivi che vi siete dati?

Vogliamo continuare a generare e trasferire innovazione, sia a livello di prodotto che come contributo alla comunità. Investiamo in ricerca e sviluppo circa il 20% del fatturato annuo. Tutte le novità introdotte dal Covid in modo così rapido e forzato ci hanno reso più consapevoli dei bisogni dei nostri clienti, più veloci, più efficienti e vogliamo continuare in questa direzione.

 

Nella sfida verso la sostenibilità, quali sono gli ostacoli principali nel vostro settore?

In quanto azienda farmaceutica siamo parte di un sistema. Come le altre aziende farmaceutiche e come in generale quelle che operano nei settori ad altissima tecnologia e votati alla ricerca per noi è fondamentale la protezione della proprietà intellettuale perché non avere questa garanzia può compromettere la sopravvivenza dell’azienda. Mi spiego: un farmaco che iniziamo a studiare oggi vedrà la luce in non meno di 10 anni e dopo investimenti onerosi. Un periodo garantito di protezione del brevetto è indispensabile per rientrare dagli investimenti e pianificare altre ricerche, altrimenti l’innovazione muore. Inoltre è importante la collaborazione precoce con le istituzioni preposte, perché vengano assicurate le risorse necessarie a finanziare il rimborso dei farmaci ad alto bisogno. Quando questo non avviene, il rischio è che ci possano essere ritardi o limitazione nell’accesso dei pazienti alle terapie.

Per assicurare la sostenibilità è anche necessario che sia riconosciuto il contributo dell’azienda farmaceutica alla produttività del paese e nell’impiego di forza lavoro. In Italia abbiamo due siti produttivi e uffici commerciali, impegniamo personale altamente qualificato che innova, contribuiamo alle esportazioni, produciamo valore che deve essere riconosciuto nel dialogo e nella pianificazione con le istituzioni.

 

Come immagina il futuro?

Più che immaginare, sogno un futuro spero non tanto lontano in cui Boehringer Ingelheim continuerà a portare al mercato e ai pazienti altra innovazione, in cui programmeremo e finanzieremo la salute come priorità condivisa, basandoci sul dialogo e sulla collaborazione di tutti i soggetti interessati: istituzioni, aziende e pazienti. In quel futuro, noi continueremo anche a lavorare per le comunità e per contribuire alla salvaguardia dell’ambiente.

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