Veterinaria: la specializzazione aumenta il fatturato

Veterinaria: la specializzazione aumenta il fatturato

Il reparto specializzato di veterinaria, che comprende farmaco e parafarmaco, può diventare una leva di traffico in farmacia e aumentare realmente gli scontrini. «Pur nella situazione attuale e alla luce dell’ingresso della Rev, i dati delle nostre ricerche mostrano una crescita del numero degli scontrini quando la farmacia si specializza nella cura degli animali domestici» ha affermato Elena Folpini, general manager di New Line Ricerche di Mercato, nell’incontro dal titolo “Ruolo e potenzialità della farmacia nella tutela e nella promozione della salute animale”, venerdì 4 ottobre in occasione del Congresso FarmacistaPiù, a Milano.

Importante la formazione e la relazione con i veterinari

«Sempre più persone entrano in farmacia se si intercetta un loro bisogno spontaneo» ha spiegato Folpini, presentando i dati. «L’obiettivo non è di sottrarre persone ad altre farmacie, quanto catturare la fedeltà che andrebbe dispersa in altri canali. In questo momento storico, suggerisco di fare traffico, anche a scapito della marginalità».

I dati della farmacia italiana mostrano un 2018 che ha chiuso in flessione il fatturato complessivo, soprattutto a valori: 25,21 miliardi di euro di fatturato complessivo (-1,8%) e 2,56 miliardi di confezioni vendute (-1,0%). Si registra una lieve ripresa nei primi otto mesi del 2019, con un +0,7% di fatturato, ma il trend (-0,9%) delle confezioni vendute è un segnale non positivo della diminuzione di traffico verso la farmacia. Si tenga conto che questi dati vanno letti alla luce di due fattori esogeni, cioè l’apertura di 837 nuove farmacie (+4,6%) e un numero di casi di influenza della stagione 2018-2019 di -7,6% rispetto alla stagione 2017-2018. In media negli ultimi cinque anni entrano 18 persone in meno al giorno in farmacia.

In particolare per quanto riguarda la veterinaria, c’è stata una flessione dello 0,3% a fatturato (con 344 milioni di euro fatturati negli ultimi 12 mesi), con un meno 3,3% a confezioni (15 milioni di confezioni totali): dati negativi dopo un trend molto positivo degli ultimi sei anni. «Nella veterinaria la Rev ha penalizzato tanto la farmacia nel 2019, ma non ha intaccato il suo primato: la farmacia resta il canale più importante sia a volumi sia a valori». Non mancano tuttavia le opportunità per il farmacista che vuole organizzare o migliorare il reparto veterinario: «tra le farmacie italiane il 50% realizza l’80% del fatturato, quindi il numero di farmacie che ha deciso di investire nel reparto è ancora abbastanza contenuto» ha sottolineato Folpini «Se osserviamo modelli che funzionano, le farmacie che realizzano fatturati importanti e sono specializzate, il trend è positivo. Le farmacie che hanno investito in specializzazione hanno aumentato il numero degli scontrini di sola veterinaria, nonostante l’arrivo della ricetta elettronica» ha spiegato Folpini e ha sottolineato «non solo possiamo rilevare che la veterinaria è driver di ingresso nella farmacia, ma un altro dato importante è che un terzo degli scontrini che comprendono anche veterinaria, contengono solo parafarmaco veterinario. Si tratta di un importante indicatore di traffico. I dati ci raccontano quindi che una farmacia, pur avendo competitor all’esterno, quando si occupa di un bisogno presente nel suo bacino d’utenza può diventare punto di riferimento d’elezione per il territorio».

Guardando al futuro, non tanto è aumentato il numero di animali, perché i dati mostrano che il numero di cani e gatti sono costanti, «ma è aumentata la medicalizzazione dei piccoli animali» ha spiegato Alessandro Ciorba, medico veterinario, professore all’Università degli Studi di Perugia, «siamo passati da pochi animali medicalizzati in Italia ad un numero più molto alto, questo è dimostrato anche dal fatturato del comparto. Ha avuto per esempio grande sviluppo, e ancora ci sono margini di crescita, la dietetica nutrizionale veterinaria». Infine, ha concluso Ciorba, «quello che consiglio ai farmacisti è prima di tutto di formarsi, e dopo essersi formati, fare in modo rendere evidente la specializzazione anche solo con un floor stand. E non trascurare le relazioni con i veterinari del territorio che trattano animali da affezione, in modo che anche loro e i loro clienti sappiano che nella farmacia vicina c’è qualcuno preparato e disponibile».

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