DiaDay 2018: quasi 5.000 i diabetici che non sapevano di esserlo

DiaDay 2018: quasi 5.000 i diabetici che non sapevano di esserlo

Interessanti i risultati definitivi del DiaDay, la campagna di screening gratuito che le farmacie italiane hanno promosso nel novembre 2018, recentemente resi ufficiali: quasi 130mila persone monitorate, tra di loro quasi 5.000 le persone che sono venute a conoscenza del fatto di essere affette da diabete.

«Grazie alle oltre 5.000 farmacie che nel novembre del 2018 si sono impegnate gratuitamente nella iniziativa di screening abbiamo scattato una fotografia del diabete in Italia», ha spiegato Marco Cossolo, presidente di Federfarma Nazionale, promotrice dell’iniziativa, «queste persone possono ora curarsi adeguatamente e molto probabilmente eviteranno le complicanze e il progredire della malattia. Un vantaggio per i malati ma anche per le casse del Servizio sanitario nazionale perché la malattia diventa esponenzialmente sempre più costosa nel tempo».

Tutti i dati

Lo screening è stato effettuato su soggetti che sono entrati spontaneamente in farmacia nell’arco di tredici giorni in occasione della Giornata del Diabete il 14 novembre 2018 e hanno aderito alla iniziativa. Un controllo che consisteva nella misurazione capillare della glicemia mediante striscia reattiva e glucometro corredata dalla compilazione del questionario Tuomilehto, modulo avallato dalla comunità scientifica internazionale per valutare il rischio di ammalarsi di diabete nei dieci anni successivi. Alla campagna hanno collaborato 5.112 farmacie su tutto il territorio nazionale: 2669 al Nord; 833 al Centro; 1610 al Sud e Isole. Sono stati monitorati 128.041 soggetti, il 59 per cento è stato rappresentato dalle donne, il 41 dagli uomini. L’adesione allo screening è stata diversa a seconda della fascia d’età: dei 128.041 soggetti il 45 per cento aveva più di 64 anni; il 68 più di 54 anni; l’83 più di 44 anni.

I 116.097 soggetti che si sono dichiarati non diabetici sono stati sottoposti allo screening. Di questi sono risultati diabetici 4.893, pari al 4,21 per cento. I diabetici di nuova diagnosi sono prevalentemente uomini (58,68 per cento) contro il 41,32 di donne. Queste percentuali sono praticamente sovrapponibili a quelle rilevate nel 2017. La diagnosi di diabete ha riguardato soprattutto persone al di sopra dei 55 anni: il 20,66 per cento nella fascia tra 55 e 64 anni; il 65,38 oltre i 64 anni .

Del totale dei 128.041 individui monitorati, 11.944 soggetti (pari al 9,33%) hanno riferito al farmacista di essere diabetici. A questi è stato somministrato un questionario per valutare l’aderenza alla terapia. Il 62,61 per cento dei diabetici noti dichiara di sottoporsi all’automisurazione della glicemia; il 49,03 per cento si sottopone al dosaggio dell’emoglobina glicata: di questi il 46,82 per cento ogni sei mesi; il 5,49 lascia passare più di un anno tra una misurazione e l’altra; il 22,37 la misura ogni tre mesi; il 25,31 ogni anno.

«L’aderenza alla terapia è un problema gravissimo e non solo per il diabete. Uno studio recente su cinque patologie croniche molto diffuse (diabete, osteoporosi, fibrillazione atriale, dislipidemie e ipertensione) ha calcolato che, se i malati seguissero scrupolosamente le terapie prescritte loro dal medico, il Ssn potrebbe risparmiare fino a 3,7 miliardi di euro (pari al 22,6 per cento della spesa farmaceutica territoriale, che è di 16,5 miliardi di euro). La presa in carico del paziente cronico da parte della farmacia», osserva Silvia Pagliacci, presidente del Sunifar e coordinatrice del progetto DiaDay, «permetterebbe la riduzione delle ricadute e delle recidive e una diminuzione degli accessi ai Pronto soccorso e dei ricoveri ospedalieri. In sintesi, più salute e meno spesa».

Diaday 2018 ha avuto il patrocinio di Fofi, Fnomceo, Amd, Sid, Aild, Utifar, Fenagifar e Cittadinanzattiva; la raccolta dei dati e le elaborazioni statistiche sono a cura di Promofarma, società di servizi di Federfarma.