Pharmaretail

Marketing

Il sentiment degli italiani, tra fiducia e incertezza

Daniele Novello   |  4 luglio 2018

Il Monitoraggio sui Climi Sociali e di consumo di GfK Italia ha misurato la fiducia dei consumatori italiani all’indomani delle elezioni politiche nella seconda metà di marzo. Nel complesso, lo studio ha registrato un trend positivo del sentiment degli italiani, in miglioramento rispetto ai mesi precedenti.


Gli italiani nel contesto europeo

La fiducia dei consumatori italiani rimane più bassa di quella dei cittadini degli altri grandi Paesi europei, ma negli ultimi 12 mesi ha segnato una dinamica mediamente più positiva.

Due esempi significativi: l’economia britannica è cresciuta ad una velocità maggiore rispetto a quella italiana, ma così non è stato per la fiducia dei suoi cittadini-consumatori, evidentemente preoccupati dalle conseguenze della Brexit. Allo stesso modo, in Spagna una crescita economica più dinamica di quella italiana non ha impedito il peggioramento del sentiment dei consumatori, preoccupati dall’evoluzione della crisi catalana e dalle crisi di governo.

In Italia, invece, il segno dell’incertezza politica sulla fiducia dei consumatori appare più ambiguo. A conferma di ciò, a fronte di un risultato elettorale dirompente e della profonda incertezza sull’evoluzione del quadro politico, è cresciuta significativamente anche nell’ultimo trimestre la quota di italiani che affermano che nei prossimi mesi non cambierà nulla per quanto riguarda le prospettive economiche del nostro Paese.

Queste valutazioni sono peraltro sostanzialmente condivise dagli elettori dei diversi partiti: la pensano così gli elettori del M5S, della Lega, di Forza Italia, ma anche del PD. In definitiva, con buona pace delle drammatizzazioni mediatiche che sempre più frequentemente prefigurano cambiamenti potenzialmente dirompenti e svolte epocali (in positivo e in negativo) gli italiani si mostrano cauti e attendisti: non si deprimono e non si entusiasmano facilmente.


Fiducia e consumi

Come detto, la fiducia dei consumatori italiani si attesta oggi su buoni livelli; questo è un dato importante, perché il miglioramento del sentiment si accompagna ad una evoluzione positiva della propensione al consumo e ad una migliore relazione con il sistema di offerta.

Questo è tanto più vero quando, come oggi, la fiducia è sostenuta da un miglioramento –ancorché relativo- del potere d’acquisto delle famiglie italiane.

La propensione ai consumi tuttavia, dipende anche da fattori squisitamente psicologici. Oggi gli italiani valutano la propria condizione economica in maniera meno critica rispetto al recente passato; in conseguenza di ciò, dopo tanti anni di crisi oggi gli italiani non si accontentano più di non stare peggio, vogliono stare meglio!

Lo studio Climi Sociali e di Consumo mostra chiaramente come, in questo progetto di benessere, i consumi (le esperienze di consumo più che il semplice possesso) siano centrali. Una conferma di ciò si ha anche dall’indicatore relativo al piacere di fare acquisti, che oggi segna un miglioramento di 14 punti rispetto a 12 mesi fa.

La nostra analisi individua tre macro-strategie di consumo: rinuncia, ricerca della promozione e autoconcessione/ricerca del meglio.

Negli ultimi anni si osserva una crescita piuttosto progressiva della ricerca del meglio per sé, anche se l’orientamento auto-concessivo resta meno diffuso rispetto alle strategie più “difensive” di rinuncia e ricerca della promozione.

La gratificazione, tuttavia, si articola in maniera differente nei diversi ambiti di consumo: cibo, salute e benessere sono le voci per cui gli italiani cercano di massimizzare la qualità dei loro acquisti e delle loro esperienze; non è una novità ma si sta consolidando ulteriormente negli ultimi mesi.

È importante sottolineare questo trend perché – in caso di rallentamento dell’economia e raffreddamento dei consumi – è ragionevole prevedere che le aree cibo, salute e benessere saranno quelle in cui i consumatori cercheranno di non disinvestire e di mantenere la qualità dei loro acquisti e delle loro esperienze di consumo.