Bva-Doxa: dopo il Covid-19 serve un modello di farmacia di relazione

Bva-Doxa: dopo il Covid-19 serve un modello di farmacia di relazione

L’emergenza Covid-19, pur nella fase 3, di fatto non è ancor finita. Per questo non è facile fare previsioni sugli scenari futuri dei consumi e dei comportamenti dei cittadini: ci ha provato Bva-Doxa con un documento dal titolo “Nuovi scenari di mercato”. Un documento che raccoglie le riflessioni dei diversi gruppi di progetto su possibili nuovi scenari di mercato per le diverse industry. Tra queste anche la salute e la farmaceutica.

Digitalizzazione e modelli organizzativi su misura

L’analisi di quello che è accaduto durante il lockdown e che sta ancora condizionando la quotidianità mette in luce come alcune abitudini siano cambiate e lasceranno il segno: i tempi domestici si sono dilatati, gli spazi e la mobilità ridotte sensibilmente; le relazioni familiari e sociali sono da ripensare e ricostruire secondo i nuovi paradigmi. «Lo scenario attuale», si legge nel documento, «se da un lato è caratterizzato dall’accelerazione di processi di ammodernamento che in Italia sembravano ancora lontani, primi fra tutti la digitalizzazione e la diffusione dello smartworking, dall’altro sembra raccontare una quotidianità che il nostro Paese aveva abbandonato da tempo: una dimensione casalinga e familiare che non si viveva, in Italia, da decenni». Un aumento delle ore trascorse ai fornelli e per la spesa alimentare, durante l’emergenza sanitaria, una dimensione locale, di quartiere, affiancando e talvolta preferendo i piccoli rivenditori alla grande distribuzione. A questo fenomeno si contrappone una corsa alla digitalizzazione e all’home delivery, anche artigianale, dei piccoli rivenditori di nicchia, che si affianca alla marcata crescita dell’e-commerce.

Per quanto riguarda il mondo farmaceutico, alcuni elementi positivi hanno in qualche modo anticipato le linee guida dello scenario sanitario post Covid. «Innanzitutto l’accelerazione della propensione al digital da parte di tutti gli stakeholder della filiera sanitaria (direzioni nazionali e regionali, classe medica, farmacisti, associazioni pazienti…), in parallelo a una rinnovata attenzione al ruolo della ricerca scientifica».

Un orientamento al digitale che comincia a tradursi non solo in App che offrono aiuto alla relazione medico-paziente, ma anche in nuovi modelli di assistenza ospedaliera, raccolta dati continuativi di real world evidence sul diffondersi delle patologie, fino all’avvio di sperimentazioni anche in ambito regionale, dai vaccini alle novità terapeutiche. A tutto ciò si aggiungono segnali evidenti di atteggiamenti responsabili di gran parte della popolazione».

Inoltre, la rivisitazione dei modelli relazionali coi diversi stakeholder ha portato, da una parte, all’utilizzo, in alternativa, di canali molto tradizionali quali mail e telefonate, e di prime forme di innovazione di canale (dalle video call ai webinar). Un esempio di questo è la nascita di una nuova figura professionale, “l’informatore in remoto digital oriented”. Un informatore scientifico del farmaco che alterna semplici momenti di relazione in remoto alla sperimentazione di nuove forme di relazione. Quello che rimarrà nel futuro è una nuova figura professionale che alternerà la visita tradizionale con una presenza digitale, molto personalizzata sui singoli bisogni dell’interlocutore.

Da questa analisi sulla fotografia del sistema sanitario farmaceutico, nella fase dell’emergenza Covid, secondo l’analisi Bva-Doxa nascono ora le determinanti per il futuro scenario: una sanità sicuramente più territorio-centrica, con lo sviluppo di progetti di telemedicina, oltre alla dematerializzazione delle ricette, in progressiva realizzazione già oggi. Inoltre «a livello regionale, il censimento dei bisogni assistenziali, per modelli organizzativi tagliati su misura a livello locale. E ancora, secondo quanto riportato nel documento, «la diffusione di app di relazione-controllo tra medico e paziente, rivisitazione del ruolo della farmacia, nel passare da modelli dispensativi di prodotto a sistemi di relazione continua col paziente e col medico di riferimento».

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