Gli italiani? Un po’ più poveri, ma sempre più salutisti e green

Gli italiani? Un po’ più poveri, ma sempre più salutisti e green

Lavorano più dei cugini europei ma guadagnano meno, faticano a rimanere nel ceto medio, fanno pochi figli (ma una famiglia su due possiede un pet) e riducono i consumi. Allo stesso tempo, sono i più salutisti d’Europa, sognano un’abitazione eco-sostenibile (55%), acquistano sempre più spesso vestiti e automobili verdi (cresce la vendita di auto ibride +30% e soprattutto elettriche +148%) e si rivolgono alla cosmesi green (la sceglie 1 donna su 4 e nel 2018 sono stati oltre 13.000 i prodotti lanciati nel settore con claim legati alla sostenibilità, pari a un +14,3% rispetto all’anno precedente). Sono gli italiani fotografati dall’anteprima digitale “Rapporto Coop 2019-Consumi e stili di vita degli italiani” che è stata presentata la settimana scorsa.

Cucce al posto di culle

In un Paese sempre più vecchio (L’Italia è il paese con il più alto tasso di anziani d’Europa, il 23% della nostra popolazione ha più di 65 anni) dove il saldo naturale (differenza tra nascite e decessi) rimane negativo e le coppie che vorrebbero avere un figlio non lo fanno per motivi economici, le cucce sostituiscono le culle. Il nostro Paese vanta infatti anche il record in Europa per possesso di animali domestici, presenti in più di una casa su due.

I pet-parents, indipendentemente dall’età, non badano a spese. Nel 2018, la spesa per prodotti per la cura degli animali in Italia è stata pari a 949milioni di euro. È inoltre aumentato il numero di coloro che spendono più di 50 euro al mese per pet care (+18% rispetto al 2015) e il numero di chi spende più di 100 euro al mese (+5 %).

Nello stesso periodo i prodotti per l’infanzia hanno subito un crollo del 33% con un valore degli acquisti nel 2018 pari a 633 milioni di euro.

Che cosa comprano gli italiani?

Crolla il baby care e aumenta la spesa per il pet care e in generale l’atteggiamento delle famiglie italiane rimane orientato alla prudenza. Le scelte di consumo sono dettate dal soddisfacimento dei bisogni primari e dalla riduzione dei consumi ritenuti superflui. Una propensione che si è tradotta nella prima metà del 2019 in una contrazione della spesa per beni non durevoli e semidurevoli e in un rallentamento dei consumi di beni durevoli, mentre è aumentata lievemente la spesa per i servizi.

Rispetto al 2017, il 49% delle famiglie ha limitato la spesa destinata ad abbigliamento e calzature. Il 39% delle famiglie ha ridotto il budget destinato a viaggi e vacanze. Un quarto delle famiglie ha invece contratto le spese destinate ai carburanti per mezzi privati.

Nel 2018 casa, cibi e bevande hanno assorbito oltre il 43% delle spese delle famiglie italiane. Ad aver guadagnato il maggior peso relativo sono stati i consumi destinati al tempo libero, per cui gli italiani impegnano oggi il 17,5% delle loro spese (contro il 16,2% del 2008).

L’unico elemento dinamico della spesa degli italiani sono stati invece i servizi, cresciuti del 6% rispetto al 2008. 6 famiglie su 100 hanno per esempio aumentato le spese per visite mediche ed accertamenti periodici, anche a causa del maggior ricorso alla sanità privata e l’invecchiamento della popolazione.

Trainati dalla “Generazione Greta” siamo sempre più attenti alla sostenibilità

I ragazzi della “Generazione Greta” hanno posto l’attenzione su un tema che non è destinato a esaurirsi e che coinvolge sempre più cittadini: l’ambiente.

Il patrimonio naturale del pianeta è centrale per la maggior parte dei giovani. L’85% di loro afferma di interessarsi ai rischi legati all’impatto dei cambiamenti climatici. La stessa percentuale fa la raccolta differenziata mentre l’82% dichiara di essere disponibile a ridurre al minimo gli sprechi (dall’acqua alla luce, dalla plastica al cibo) e il 70% opta per aziende di cui condivide i valori, impegnate nella salvaguardia dell’ambiente.

Cresce il numero dei cittadini sensibili ai temi della sostenibilità e della salvaguardia ambientale e di quanti sono disposti a cambiare il loro stile di vita con questo obiettivo.

Sono moltissimi, addirittura 34 milioni gli italiani appassionati e interessati al tema della sostenibilità, in particolare le donne con un’età compresa tra i 35 e i 54 anni, diplomate o laureate, professionalmente attive (dati “Osservatorio nazionale sullo stile di vita sostenibile” realizzato da LifeGate).

L’88% degli italiani fa la raccolta differenziata con attenzione e il 77% utilizza elettrodomestici a basso consumo energetico. Altissima la percentuale di coloro che desiderano ridurre il consumo di plastica (il 97%) e spostarsi con i mezzi pubblici (94%).

La coscienza green cambia i consumi

L’attenzione per la sostenibilità modifica anche il carrello della spesa: è in aumento la frequenza con cui gli italiani acquistano cibo biologico (+5%) e sono in crescita anche gli acquisti di capi di abbigliamento sostenibile (+6%) e di cosmetici naturali (+5%). 1 su 2 si dichiara disposto a spendere di più pur di acquistare prodotti sostenibili.

IL 68% degli italiani controlla l’etichettatura e la provenienza, preferendo prodotti Made in Italy e quasi il 15% acquista solo prodotti locali, dato per cui gli italiani superano tutti gli altri consumatori europei.

La scelta del marchio è prevalentemente dettata dalla migliore reputazione, che influisce al 66%. Il giudizio sul prodotto, invece, conta solo il 34%. Anche la sfera valoriale condiziona notevolmente le scelte di acquisto. Infatti, il 75% cerca di acquistare brand attenti alla sostenibilità e il 65% smette di acquistare da coloro che agiscono in maniera poco trasparente.

Stile di vita salutare e cura di sé a tutto tondo

Il benessere? Per gli italiani è soprattutto uno stato di salute ottimale. Che si traduce in visite di prevenzione, spesa per prendersi cura di sé e ricerca di informazioni anche on line.

Il 63% afferma di aver fatto controlli regolari nell’ultimo anno, mentre il 14% dichiara di non averli fatti ma di desiderarlo.

Questa propensione alla cura di sé si riflette anche nei consumi. È di 1.300 euro la spesa media annua in Italia per beni e servizi legati alla salute e al benessere. Ma l’attenzione alla propria forma è presente anche nell’alimentazione e nello stile di vita degli italiani. Il 62% è consapevole dei valori nutrizionali degli alimenti e vi presta attenzione, il 53% dichiara di spostarsi frequentemente a piedi o in bicicletta.

Emerge chiaramente il desiderio da parte degli italiani di mantenersi informati su argomenti e tematiche che riguardano la salute e il benessere. Dal rapporto Coop emerge che i canali privilegiati sono Internet (59%), la Tv (38%) e i social network (21%), “canali che si potrebbero definire non convenzionali quando si parla di salute e di benessere, ma che ricoprono una grande importanza nella comprensione del rapporto che gli italiani hanno con la ricerca del benessere”.

La cosmesi, una fetta importante della cura di sé

In aumento i trattamenti di medicina estetica e l’acquisto di prodotti cosmetici che sono entrati a pieno titolo nelle abitudini quotidiane di molti italiani. Il rapporto COOP evidenzia: “10,2 miliardi di euro, anche al netto della spesa per prodotti cosmetici, a tanto ammonta nel 2018 la spesa complessiva sostenuta dagli italiani per la cura del proprio corpo, tra trattamenti in centri estetici (frequentati dal 55% dei 18-64 enni), l’acquisto di prodotti specifici per migliorare il proprio aspetto (44%) e momenti di relax nelle beauty farm (17%). Secondo l’Isaps (ISAPS International survey on aesthetic/cosmetic procedures performed in 2017) l’Italia è, infatti, il primo Paese in Europa e quinto al mondo per numero di trattamenti estetici, quarto se si considerano i soli trattamenti non chirurgici (oltre 650mila nel 2017, con una crescita del 103% rispetto al 2010) e primo se rapportato alla popolazione residente. Nell’ambito della medicina estetica, le procedure più gettonate sono la tossina botulinica (circa 254mila richieste) seguita dall’acido ialuronico (242mila interventi)”.

Nel 2018 una famiglia italiana spende in beni e servizi per la cura della persona 72 euro al mese, di cui oltre 40 per parrucchiere e trattamenti di bellezza

Il mercato della cosmetica e del beauty in Italia sta evidenziando negli ultimi anni una costante dinamica positiva sul piano della produzione e dell’export. In Europa il nostro Paese è il quarto sistema economico della cosmetica dopo Germania, Francia e Regno Unito.

Prodotti cosmetici: italiani disposti a spendere per brand naturali e attenti alla sostenibilità

“In Italia a oggi il mercato dei prodotti cosmetici a connotazione naturale sfiora il 10% del mercato cosmetico. I brand sono sempre più vicini al tema della sostenibilità, sia attraverso la creazione di prodotti a derivazione naturale che attraverso gli impegni presi a favore del riciclo, del riutilizzo e dello smaltimento del prodotto e del packaging che lo accompagna”.

I consumatori sono disposti a pagare di più se possono contribuire alla filiera dell’economia sostenibile. Nel 2018 in Italia sono stati immessi sul mercato oltre 13.000 prodotti cosmetici con claim legati alla sostenibilità, in crescita del 14,3% rispetto all’anno precedente.

IL 24% delle donne italiane nell’ultimo anno ha comprato make-up naturale e biologico (fonte Mintel), e sono sempre più attente alla composizione delle etichette e degli ingredienti utilizzati per confezionare i cosmetici.

Il rapporto COOP evidenzia che Il nuovo trend green dei prodotti di bellezza e dei profumi si riflette anche nel packaging. Infatti, il 77% dei consumatori considera il vetro il contenitore ottimale per la cosmetica e i profumi.

In crescita il peso dell’online sia per valore delle vendite che per utenti raggiunti. Il canale dell’e-commerce rappresenta attualmente il 4% delle vendite di prodotti cosmetici in Italia, dominate ancora dai mass market, ma nel 2018 il valore degli acquisti online di prodotti cosmetici ha raggiunto quota 391 milioni di euro, segnando negli ultimi 3 anni una crescita media annuale pari al 31% a fronte di una crescita dell’intero comparto di poco superiore all’1%.

Uomini sempre più attenti all’estetica: l’estetica non è più un tema solo femminile. Attualmente il mercato della cosmesi maschile cresce molto di più rispetto al passato e i consumi di prodotti maschili rappresentano il 24% della spesa totale di cosmetici in Italia. In particolare, gli uomini privilegiano prodotti legati alla profumeria, dell’igiene del corpo e della cura dei capelli e della barba.

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