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La quinta età, migliora la salute ma aumenta il bisogno di farmaci

Chiara Fauda   |  7 maggio 2018

Secondo le rilevazioni Istat, la nostra popolazione sta invecchiando, la percentuale degli over 65 cresce seguendo un trend inarrestabile e si attesta nel 2017 al 22,3% (0,3 punti percentuali in più rispetto al 2016 e quasi un punto percentuale in più rispetto al 2014).

Non si rilevano variazioni significative sulla speranza di vita alla nascita: 80,6 anni per gli uomini e 84,9 anni per le donne mentre si osserva che il gap di sopravvivenza tra donne e uomini scende a 4,3 anni.


Gli stili di vita

L’Istat ha indagato lo stato di salute delle persone tra i 64 e 75 anni e sono emersi aspetti interessanti.

Il 40,2% di questa fascia di età stima di essere in buona salute, anche se il 74,8% soffre di almeno una malattia cronica.

Sempre più persone anziane (il 60% in più rispetto al 2005) hanno compreso l’importanza dello stile di vita e svolgono attività fisica con continuità, anche se la percentuale è ancora bassa, pari solo all’11,2%.

Ben il 75,8% dichiara di aver assunto farmaci nei giorni precedenti l’intervista, l’8,8% in più rispetto al 2005.


La salute degli anziani

La diffusione delle patologie cronico-degenerative costituisce un importante indicatore di salute Già nella classe 55-59 anni soffre di patologie cronico-degenerative il 51,5% della popolazione e la quota raggiunge l’85,2% tra le persone ultra settantacinquenni.

Tra le persone anziane aumenta anche la comorbidità che nel caso delle persone di 75 anni e più si attesta al 65,4% in linea di massima a svantaggio delle donne (57,3% tra gli uomini e 70,9% tra le donne). Lo svantaggio femminile nelle età più anziane si rovescia solo per bronchite cronica (16% donne, 19,4% uomini) e malattie del cuore (14,1% donne, 18,2% maschi).


Le cure per gli anziani

Nel manuale MSD si evidenzia che il 90% degli over 65 assume almeno un farmaco alla settimana, più del 40% assume almeno 5 farmaci diversi alla settimana e il 12% ne assume 10 o più alla settimana. Le donne in genere assumono più farmaci degli uomini. Le persone anziane assumono anche molti farmaci non da prescrizione (da banco).

Le vaccinazioni, gli antibiotici, gli antipertensivi, l’insulina e altri farmaci antiperglicemici, gli antidolorifici per coloro che sono affetti da artrite sono i farmaci maggiormente utilizzati in questa fascia di età.


Attenzione agli effetti collaterali

Tuttavia è anche importante ricordare che gli anziani sono maggiormente soggetti agli effetti collaterali.

Tra i farmaci, ce ne sono alcuni che hanno maggiori probabilità di causare loro effetti collaterali, quali gli alfa-bloccanti, alcuni antidepressivi (amitriptilina e imipramina), molti antistaminici (quale la difenidramina, contenuta in sonniferi da banco, farmaci contro il raffreddore e farmaci per le allergie) e molti antipsicotici (quali la clorpromazina e la clozapina). Le persone anziane, in particolare quelle con compromissione della memoria, sono particolarmente suscettibili agli effetti anticolinergici.

 

Dai dati emerge come il farmacista possa avere un ruolo sempre più cruciale nel supporto alle persone in questa fascia di età che rappresentano tra l’altro una quota predominante degli accessi in Farmacia.

All’area della malattia, cronica e complessa, su cui predomina l’attenzione all’aderenza e alle interazioni, si affianca sempre più il tema della prevenzione e delle buone performance attese.

Abbiamo visto come la quota di popolazione sensibile a questi aspetti stia aumentando, di pari passo dovrebbe aumentare anche l’interesse del farmacista nel progettare un’offerta completa e un consiglio professionale sempre più ampio: in quest’area si collocano certamente molte opportunità forse non ancora ben sfruttate dal canale.

 

Fonti:

ISTAT indagine demografica

Manuali MSD: noti come Manuali Merck negli Stati Uniti e in Canada e Manuali MSD al di fuori degli Stati Uniti e del Canada (MSD è la consociata italiana di Merck & Co.)