Medici e farmacisti: utili le indicazioni terapeutiche sulle confezioni degli omeopatici

Medici e farmacisti: utili le indicazioni terapeutiche sulle confezioni degli omeopatici

Un rapporto positivo fra la comunità medico-scientifica e l’omeopatia, ma anche la necessità di più informazioni e indicazioni terapeutiche sulle confezioni: ecco quello che emerge dall’ultima ricerca condotta da Emg-Acqua per Omeoimprese, l’associazione delle aziende che in Italia producono e distribuiscono farmaci omeopatici. Secondo i dati raccolti, in Italia un quinto dei medici di famiglia prescrive farmaci omeopatici. Inoltre il 60% circa degli intervistati li utilizza per curarsi ma chiede maggiore informazione su posologia e indicazioni terapeutiche, elemento che favorirebbe un approccio più immediato. Il 31% dei farmacisti si aspetta indicazioni più puntuali sull’utilizzo, il 28% vorrebbe spiegazioni sulla posologia.

Omeopatia apprezzata in Italia

«La questione della mancanza di indicazioni terapeutiche sul foglietto illustrativo è un grosso limite italiano, dovuto a un recepimento incompleto di una Direttiva europea. Nel nostro Paese, infatti, mancano le linee guida per la registrazione non semplificata con indicazioni terapeutiche», dichiara a Pharmaretail Silvia Nencioni, presidente e ad di Boiron Italia, commentando i risultati. «È in corso da alcuni anni un confronto con il ministero della Salute perché si arrivi all’emanazione di un decreto attuativo e delle linee guida – presenti nella maggior parte dei Paesi europei – che indichino come predisporre i dossier per poter inserire tali indicazioni. Siamo fiduciosi che il lavoro insieme alle istituzioni consentirà di sbloccare questa anomalia, che di fatto penalizza i nove milioni di italiani che si curano con questi farmaci».

Secondo il sondaggio di Omeoimprese, condotto su un campione di 300 esperti tra medici generici, farmacisti, docenti universitari in ambito medico e giornalisti che scrivono di sanità, la reputazione dell’omeopatia fra gli “addetti ai lavori” è piuttosto buona. I medici scelgono l’omeopatia per curare raffreddori, riniti e influenze (54%), per problemi all’apparato respiratorio (33%), insonnia (27%), dolori articolari o muscolari (13%). Un trend confermato dai farmacisti. Tra gli intervistati, coloro che non consigliano (o utilizzano per sé) l’omeopatia, pensano che una maggiore informazione sui farmaci, sugli effetti, sul corretto utilizzo, potrebbe indurre a più prescrizioni. Il 60% degli opinion maker e del personale sanitario dichiara di essere abbastanza informato, ma vorrebbe più comunicazione sull’efficacia (45%), sui risultati di test scientifici e sperimentazioni (37%).

«A maggior ragione con queste limitazioni», continua Nencioni, «il farmacista gioca un ruolo ancora più importante nel consiglio dei medicinali omeopatici. Peraltro, lo stesso Codice deontologico sottolinea come il farmacista, per il ruolo che gli è riconosciuto, sia tenuto a estendere la propria competenza professionale anche alle medicine non convenzionali, in particolare all’omeopatia». Se i primi sostenitori dell’omeopatia sono i farmacisti italiani, sicuramente un punto di riferimento importante per i pazienti nel caso di lievi problemi di salute, anche i medici, i docenti universitari e i giornalisti scientifici dichiarano di apprezzare l’omeopatia per la sua efficacia (15%). Non raggiungono il 10% coloro i quali parlano di “effetto placebo” in riferimento a questa categoria farmacologica e solo il 14% tra medici e farmacisti si rifiuterebbe di prescriverli.

«I risultati della ricerca», commenta in un comunicato Giovanni Gorga, presidente di Omeoimprese, «sono buoni e forniscono al comparto e alle istituzioni sanitarie indicazioni preziose sul futuro di questa disciplina. L’omeopatia in Italia è apprezzata dai pazienti, così come dalla comunità scientifica. Il nostro è il terzo mercato europeo dopo Francia e Germania e il processo di regolamentazione in atto, frutto del recepimento da parte delle istituzioni nazionali di direttive europee, ci consente di avvicinarci agli standard di moltissimi altri Paesi europei per quanto riguarda il riconoscimento dell’omeopatia. In Italia, invece, troppo spesso se ne parla con pregiudizio soprattutto quando accadono – fortunatamente molto di rado – spiacevoli fatti di cronaca e la superficialità del nostro modello di comunicazione confonde il valore del farmaco e le modalità di utilizzo».