Nuovi capitali per Hippocrates Holding, sempre più lanciata

Nuovi capitali per Hippocrates Holding, sempre più lanciata

Hippocrates Holding continua a far parlare di sé: è di qualche giorno fa un articolo uscito sul Corriere della Sera Economia che sottolinea l’interesse di un investitore internazionale, ovvero gli svedesi Wallennberg, a entrare nel gruppo. In un recente articolo pubblicato su PharmaRetail avevamo raccontato che i fondatori di Hippocrates, Davide Tavaniello e Rodolfo Guarino, avevano smentito le voci, uscite sulla rubrica “The Insider” del Sole24ore, di una possibile vendita della catena.

Il gruppo per ora non rilascia commenti, ma non smentisce, la notizia pubblicata il 20 settembre sul Corriere Economia sull’ingresso degli svedesi. Hippocrates Holding è attualmente il primo gruppo indipendente di farmacie in Italia con 120 punti vendita e l’ambizione di superare 200 farmacie di proprietà entro l’anno, quando la società potrà contare su un fatturato superiore a 300 milioni.

Molte famiglie di industriali italiani hanno sostenuto la crescita del gruppo fino a qui, tra cui Riello e Alessi, Paolo Pizzarotti, Paolo Barilla, Marco Drago, al vertice del gruppo De Agostini, Gaetano, Stefano e Paolo Marzotto, Michele ed Enrico Catelli, Chicco-Artsana. Ora sono in arrivo nuovi capitali, tra cui Permira, Investindustrial ed Eqt, private equity svedese sostenuto dalla dinastia di industriali Wallenberg. Hippocrates ha affidato il mandato agli advisor Mediobanca e Deutsche Bank e ai legali di Latham&Watkins per costruire il percorso che porterà all’ingresso nella società delle farmacie di un fondo internazionale con una quota di maggioranza. L’accordo, in base al piano del gruppo, dovrebbe garantire l’acquisizione di almeno 70 farmacie all’anno e la crescita anche attraverso partnership con grandi gruppi ospedalieri e il lancio di private label in categorie come gli integratori.

I due fondatori continueranno a guidare il gruppo e a traghettarlo nel nuovo piano che, si legge sul Corriere economia: “guarda a livello di ambizione e numero di farmacie a quanto già realizzato da Ornella Barra e Stefano Pessina con Walgreens Boots Alliance, ma con un posizionamento diverso per quanto concerne la focalizzazione sulla salute dei pazienti, la centralità del ruolo dei farmacisti come consulenti della salute e con una forte attenzione per l’innovazione e le strategie digitali”. In un’intervista a PharmaRetail, in occasione dell’accordo con Glovo per la consegna di farmaci attraverso l’app, i due fondatori avevano sottolineato questa scelta: «mentre la multinazionale ha un modello di business simile alla grande distribuzione, noi siamo un retailer puro, acquistiamo unicamente per i bisogni delle nostre farmacie, quello che guida è sempre l’esigenza di salute della nostra clientela. Valorizziamo e portiamo in rete il modello della farmacia italiana che ha sempre al centro il ruolo del farmacista, un professionista della salute con esperienza. A tendere, vorremmo che questa competenza fosse certificata, perché ha un valore fondamentale». Un progetto che appare solido e ambizioso e una sfida futura per le altre catene.

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