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Dossier Dermocosmesi

Doposole, questi sconosciuti

Agnese Ferrara   |  27 giugno 2018

La nicchia di una nicchia. Oppure il completamento del cerchio. Più spesso, l’omaggio per chi compra la linea solare completa. Insomma i meno famosi e perfino i più bistrattati.

Parliamo dei prodotti doposole, difficili da classificare e infatti spesso assenti (o meglio inglobati nelle linee e dunque impossibili da monitorare) negli studi generali statistici del mercato. La situazione dei doposole nelle farmacie é invece appena stata fotografata da New Line Ricerche di Mercato: con un fatturato di 14 milioni di euro in farmacia e di circa 2 milioni e mezzo di euro nelle parafarmacie (1), i doposole si piazzano al terzo posto del segmento ‘solari’, dopo i protettori per gli adulti e quelli per bambini. Superano invece le vendite degli integratori per la fotoprotezione sistemica e degli autoabbronzanti.



Come strutturare il consiglio

Prodotti che agiscono sul ‘finale’, sono infatti il proseguimento e la conclusione delle cure quotidiane della stagione estiva. Né idratanti né protettivi o forse tutto insieme e ancora di più (continuate a leggere). Come considerarli? Consigliarli a tutti o a pochi (il popolo della pelle sensibile, a chi ha il brutto vizio di scottarsi, a chi dopo la doccia ha ‘ la pelle che tira’)?
Insomma a cosa servono e come sono fatti i dopo-sole? Sono diversi dalle creme idratanti o con queste si può fare tutto? Infine, il farmacista potrebbe formulare un ottimo doposole in modo galenico?

Per ordine: sí, i doposole sono molto diversi dalla crema per il corpo che si usa durante l’anno. Ricordatelo alle clienti che di fronte ad un altro acquisto storcono il naso.
I doposole sono un po’ meno grassi delle creme emollienti perché hanno il compito principale di dare sollievo e freschezza alla pelle stressata dai bagni di sole di mare o piscina. Perciò sono generalmente emulsioni olio in acqua (formulati con meno sostanze grasse), latti più leggeri oppure gelatine fresche e trasparenti. Sono perfino formulati come acque, arricchite di ingredienti decongestionanti e disinfiammanti. La loro funzione però non si esaurisce qui.

Un buon siero post-sole dovrebbe essere privo di profumo, rigorosamente testato sotto controllo dermatologico, avere formule semplici e con pochi ingredienti perché si applica su una pelle più reattiva, sollecitata già dai raggi ultravioletti, spesso arrossata, scottata e con eritema. Perfino appena lavata con bagni doccia e bagni schiuma a base di tensioattivi delipidizzanti.


I principi attivi

I principi attivi ideali per i doposole sono numerosi e spesso di derivazione vegetale. Fra le sostanze più apprezzate come calmanti post solleone spicca l’aloe vera. I ricercatori della University medical center di Freiburg, Germania, hanno appena sperimentato gli effetti dell’aloe in gel al 97.5% su un campione di 40 volontari sottoposti a dosi minime di UVB in grado di avviare un leggero eritema. Il gel ha ridotto l’infiammazione in 48 ore in modo evidente e perfino superiore al gel placebo a base di cortisone. “L’aloe si conferma essere molto utile come trattamento tipico della pelle infiammata dai raggi UV” – concludono gli autori dello studio, appena pubblicato su Skin Pharmacology and Physiology Guidelines.
Anche i dermatologi del King’s College di Londra hanno appena diretto una ricerca interessante, pubblicata recentemente su Scientific Report, in cui sono stati testati in laboratorio gli effetti della vitamina E su cheratinociti umani, sottoposti alla radiazione ultravioletta di tipo A che penetra negli strati profondi del derma. Lo studio dimostra che la somministrazione della vitamina inibisce le reazioni ossidative già innescate dai raggi solari. Curiosamente gli autori dimostrano anche che gli effetti benefici della vitamina E si evidenziano solo se somministrata dopo il bagno di sole e non prima, spezzando una lancia non solo in favore dei bistrattati prodotti doposole ma dandogli anche un importante ruolo, promuovendoli a “cure del futuro”. I prodotti topici spalmati dopo l’overdose di sole possono aggiustare qualche danno che i raggi appena ricevuti hanno innescato. Non é cosa di poco conto.
“Suggeriamo di raccomandare l’uso dei prodotti doposole che possano mitigare la formazione di danni al DNA che le radiazioni sono in grado di provocare” concludono i ricercatori inglesi.

Promossi dalla scienza anche molti altri doposole: dalle lozioni topiche con il 10% di camomilla hamamelis nel frenare l’eritema provocato dai raggi ultravioletti di tipo B ai nuovi sieri vitaminici, antiossidanti, antiradicali liberi, perfino frenanti le reazioni degli enzimi metalloproteici che avviano modificazioni profonde alle fibre elastiche della pelle sotto l’impulso dei raggi UV.
Altro che prodotti ‘omaggio’ questi doposole.

 

(1) Fonte: New Line Ricerche di Mercato | Panel Farmacie e Parafarmacie | anno terminante a maggio 2018



L'AUTORE

Agnese Ferrara

Due lauree in ambito scientifico, scrive di salute, benessere, ricerca, cosmesi e società dal 1997. Per l'Agenzia stampa ANSA si occupa di cultura e lifestyle, per La Repubblica e sul sito www.repubblica.it scrive di salute e benessere. Ha un suo Blog: www.thebeautyobserver.it Twitter | @AgneseFerrara2 Facebook | @TheBeautyObserverItalia Blog |  http://www.thebeautyovserver.it/