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Cosmetici agli enzimi, ne sentirete parlare sempre di più

La redazione   |  8 novembre 2018

La bromelina e la papaina sono fra gli enzimi più noti ai farmacisti che li dispensano sotto forma di integratori alimentari da molto tempo. Sono però sempre più spesso usati anche come ingredienti cosmetici tanto che l’ultimo numero di Cosmetic & Toiletries Science Applied, la rivista tecnico scientifica ritenuta la bibbia dai formulatori di tutto il mondo, dedica all’enzimologia (così si sta ribattezzando questo campo fiorente)  una corposa review. Il mercato degli enzimi industriali globali, segnala la rassegna, vale 4,61 miliardi di dollari (dato 2016) e si prevede che crescerà del 5,8% entro il 2022, con i prodotti cosmetici come elemento trainante del business.


Caratteristiche e benefici degli enzimi

Cosa possiedono gli enzimi, scoperti in realtà nel lontano 1833,  di così moderno e allettante? I risultati, spesso dimostrati, e la composizione: sono tutti  ingredienti organici e naturali e i prodotti di bellezza naturali piacciono alle consumatrici a caccia di trattamenti privi di sostanze sintetiche.

L’industria cosmetica usa da sempre enzimi ricavati dalla zucca, ad esempio, per il resurfacing e per una azione di esfoliazione per levigare la pelle. L’esercito degli enzimi però aumenta di mese in mese e il loro uso si abbina adesso anche al trattamento dell’ invecchiamento cutaneo, dell’acne e dei problemi di pigmentazione. Fra i benefici più classici, riporta la rassegna, il contrasto ai radicali liberi, il rinforzo della struttura proteica del tessuto e l’azione antibatterica.  Si legge nell’indagine: “mentre i benefici degli enzimi sono noti da lungo tempo, l’interesse per l’enzimologia per applicazioni cosmetiche e dermatologiche è cresciuto più recentemente. Ciò è dovuto in parte ai progressi che hanno permesso di migliorare e ottimizzare la loro funzionalità, sicurezza e stabilità nei diversi sistemi cosmetici per fornire una efficace protezione della pelle e dello stesso prodotto, ma anche al fatto che sono ingredienti naturali, ricavati  da fonti  rinnovabili”.

Vediamo perciò nel dettaglio le principali indicazioni nell’uso degli enzimi per la salute e la bellezza della pelle, così come promosse dalla rivista scientifica.


Enzimi anti-radicali liberi

Un’area in cui gli enzimi applicati per via topica dimostrano effetti significativi è la protezione della pelle. Catturano i radicali liberi, prevenendo i danni alla cute causati dall’ inquinamento, dai batteri, dal fumo, dai raggi ultravioletti. Fra gli enzimi più attivi su questo fronte la review segnala la superossido-dismutasi (SOD) estratta spesso da lieviti si ricava anche dall’orzo, broccoli, cavoli, grano e in molti vegetali di colore verde. Abbinata con la catalasi, altro enzima, si dimostra essere anche in grado di proteggere le proteine della pelle dall’invecchiamento dovuto all’ossidazione.  La SOD è stata sperimentata nel prevenire le rughe sottili e nelle macchie senili. Accelera la cicatrizzazione delle ferite e protegge dai raggi UV.


Enzimi di barriera

Gli enzimi proteolitici, come proteasi, proteinasi o peptidasi sono impiegati in creme ad uso topico  per spezzare le proteine nei loro peptidi e in aminoacidi. La pelle così può assorbire meglio i componenti di sieri e creme. Gli enzimi porteoltici si ricavano da batteri (archibatteri), da alghe, da alcuni virus e, infine,  dal mondo vegetale. I tre enzimi proteolitici più comuni sono pepsina, bromelina e papaina. La pepsina è prodotta naturalmente dall’intestino, mentre la bromelina e la papaina sono enzimi di cui sono ricche l’ananas e la papaia.


Enzimi di rinforzo al collagene

Alcuni enzimi possono favorire la formazione di lipidi e collagene come il diacilglicerolo aciltransferasi (DGAT-1), il lisil e prolilidrossilasi, anche in combinazione con la vitamina C.


Enzimi esfolianti

Le review ricorda anche l’uso più tradizionale degli enzimi cosmetici ovvero la propreità esfoliante che permette di eliminare le cellule morte dalla superficie della pelle, lasciandola più liscia, fresca e luminosa. I composti agiscono come gli alfa-idrossiacidi ma sono molto più delicati per la pelle tanto che alcuni peeling enzimatici sono usati anche negli ambulatori dei dermatologi e nei centri estetici per esfoliazioni professionali, anche combinati con peeling più profondi.


Enzimi anti-acne

Per la pelle grassa incline all’acne sono indicati enzimi in miscela con l’acido salicilico, come la superossidodismutasi, giù analizzata prima.


Enzimi conservanti

Un’altra proprietà della moderna ’enzimologia’ è quella di proteggere le formule di bellezza dall’attacco dei batteri. Sono efficaci alcuni composti in particolare come la perossidasi e la  lacto perossidasi. Come fanno? Gli enzimi consumano l’ossigeno presente nei tubetti e nei vasetti cosmetici e i batteri eventuali non sopravvivono. Dove si ricavano questi super-enzimi? Ancora una volta dalla natura come per esempio dagli estratti di finocchio.

 



L'AUTORE

Agnese Ferrara

Due lauree in ambito scientifico, scrive di salute, benessere, ricerca, cosmesi e società dal 1997. Per l'Agenzia stampa ANSA si occupa di cultura e lifestyle, per La Repubblica e sul sito www.repubblica.it scrive di salute e benessere. Ha un suo Blog: www.thebeautyobserver.it Twitter | @AgneseFerrara2 Facebook | @TheBeautyObserverItalia Blog |  http://www.thebeautyovserver.it/