Deblistering in farmacia, sicurezza e organizzazione della terapia: il 24 marzo un webinar

Deblistering in farmacia, sicurezza e organizzazione della terapia: il 24 marzo un webinar

L’aderenza terapeutica resta un nodo critico nella gestione delle patologie croniche: secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità circa il 50% dei pazienti non segue correttamente le terapie prescritte, con ricadute sulla salute e sui costi del sistema sanitario.
In Italia errori terapeutici, mancata aderenza e spreco di farmaci generano costi stimati in circa 11 miliardi di euro l’anno per il Servizio sanitario nazionale.
Anche per questo la farmacia territoriale è sempre più coinvolta nel supporto al paziente cronico, oltre la semplice dispensazione del farmaco.

 

Ne abbiamo parlato con Laila Tindara Raffaele, Business Development & Sales Director di Mekasafe, realtà che sta lavorando su modelli innovativi di gestione della terapia: «L’aderenza non è solo un problema di dimenticanze», spiega, «spesso è il risultato di terapie molto complesse, politerapie, fragilità cognitive e scarsa integrazione tra i diversi attori del percorso di cura».

Sempre più pazienti convivono infatti con due o più patologie croniche e assumono numerosi farmaci ogni giorno. In queste condizioni, seguire correttamente le prescrizioni diventa difficile, soprattutto per le persone anziane o fragili. «Migliorare l’aderenza significa ridurre errori e ricoveri, ma anche rafforzare la relazione tra medico, farmacista e paziente, ed è proprio in questo spazio che la farmacia può svolgere un ruolo nuovo».

Una delle soluzioni più concrete per affrontare il problema è il deblistering, ovvero il riconfezionamento dei farmaci in dosi unitarie personalizzate preparate in farmacia secondo il piano terapeutico del paziente.

«Parliamo di una bustina per ogni momento della giornata», racconta Raffaele. «All’interno il paziente trova tutti i farmaci da assumere in quel preciso momento, con le informazioni stampate chiaramente: farmaco, dosaggio, data, ora, lotto e scadenza». In questo modo la terapia diventa più semplice da seguire e il rischio di errore si riduce sensibilmente.

Per molti anni il deblistering è rimasto in una zona grigia dal punto di vista normativo. Un passaggio importante è arrivato con una recente pronuncia del Consiglio di Stato, che ha riconosciuto questa attività come consentita al farmacista, anche in assenza di una disciplina nazionale organica, purché svolta nel rispetto delle Norme di Buona Preparazione e su prescrizione medica. «È un segnale importante», commenta Raffaele. «Perché tutela la professionalità del farmacista e avvicina l’Italia a modelli già diffusi in altri Paesi europei».

Il servizio si inserisce pienamente nella filosofia della Farmacia dei Servizi, ma con una caratterizzazione precisa. «Il core business resta il farmaco», sottolinea Raffaele. «Solo che viene gestito in modo più evoluto e responsabile. Il nostro lavoro è affiancare la farmacia nella costruzione del progetto: dall’allestimento del laboratorio, alle procedure operative, fino allo sviluppo del modello di business e alle collaborazioni con le strutture del territorio».

Il ruolo della farmacia nelle RSA

I benefici non riguardano soltanto il paziente cronico che vive a domicilio, ma anche le RSA e le case di riposo, dove la gestione della terapia è una delle attività più delicate e dispendiose in termini di tempo. «In strutture dove spesso c’è carenza di personale infermieristico, l’allestimento in dosi unitarie permette di liberare tempo prezioso da dedicare all’assistenza diretta», spiega Raffaele.

Studi di settore indicano che questo modello può ridurre il rischio clinico fino all’82% e diminuire in modo significativo il tempo dedicato alla gestione delle terapie (fonte StudioEmmeEffe).

È proprio in questo contesto che la farmacia può proporre un servizio strutturato alle strutture assistenziali del territorio.

Il deblistering nella pratica: il caso della Farmacia Ternelli

Tra le farmacie che hanno introdotto questo modello c’è la Farmacia Ternelli di Bibbiano (RE), guidata da Marco Ternelli, farmacista preparatore e direttore scientifico della Scuola Galenica di Cortona. Nella sua farmacia la preparazione di dosi personalizzate è attiva da oltre quattro anni. «Ho sempre considerato il deblistering come una preparazione galenica», racconta Ternelli. «Facendo galenica da più di vent’anni, mi è sembrato quasi il naturale completamento di questa parte del lavoro».

Come accade spesso quando si introduce un nuovo servizio, la fase iniziale ha richiesto soprattutto un lavoro di organizzazione. «All’inizio la parte più impegnativa è stata quella burocratica, legata alla documentazione da predisporre e far firmare ai pazienti e alle strutture come RSA e case di riposo», spiega. «Con l’aumento delle richieste, l’attenzione si è poi spostata sull’ottimizzazione del processo produttivo, per integrare le preparazioni senza interferire con le altre attività del laboratorio galenico e con il lavoro quotidiano della farmacia.»

Chi sceglie questo servizio lo fa con l’aspettativa di semplificare la gestione della terapia. «Dopo uno o due mesi i pazienti sono molto soddisfatti», racconta Ternelli. «La terapia diventa più semplice da seguire e anche le famiglie percepiscono una maggiore tranquillità nella gestione quotidiana dei farmaci». Un passaggio importante è la comunicazione del servizio: «è necessario spiegare bene che si tratta di uno strumento di supporto alla corretta assunzione dei farmaci, non di un intervento legato a particolari fragilità cognitive o a difficoltà di autonomia. Quando questo viene compreso, il servizio viene accolto positivamente, soprattutto dai caregiver e da chi assiste pazienti con terapie complesse.»

Nel corso degli anni la richiesta è cresciuta progressivamente, soprattutto nella fase iniziale di introduzione del servizio. Oggi il numero di pazienti seguiti si è stabilizzato, ma in modo perfettamente coerente con l’organizzazione della farmacia. «Per come siamo strutturati ora va benissimo così», conclude Ternelli. «Il valore del servizio è soprattutto nella qualità della presa in carico e nella continuità del rapporto con i pazienti.

Tecnologia, organizzazione e presa in carico

La tecnologia consente di gestire il processo con sicurezza e tracciabilità. I sistemi utilizzati permettono un confezionamento automatizzato e controlli multipli che riducono il rischio di errore. «La tecnologia però non è il fine», precisa Raffaele. «È uno strumento che abilita un modello organizzativo più ampio». Ovvero un modello che permette alla farmacia di costruire una presa in carico continuativa del paziente cronico, rafforzando la relazione nel tempo. «Il nostro obiettivo», conclude Raffaele, «è accompagnare le farmacie dalla comprensione normativa alla progettazione economica del servizio, valorizzandole come hub terapeutici di prossimità».

Affinché servizi come il deblistering possano diffondersi, è necessario spiegarli con chiarezza ai pazienti. «La presa in carico passa anche dalla capacità di spiegare il servizio e renderlo comprensibile», sottolinea Raffaele.

Anche la comunicazione digitale può aiutare a renderli più comprensibili. Monitor in farmacia e contenuti sui social permettono di presentarli in modo semplice ai pazienti.

Da qui la collaborazione con New Line Digital Signage, società specializzata nella comunicazione digitale per la farmacia. Le due aziende hanno organizzato il webinar “Il paziente cronico al centro: organizzazione, sicurezza e deblistering”.

Il webinar si terrà il 24 marzo alle ore 14:00 e durante l’incontro interverrà anche Marco Ternelli, che porterà la sua esperienza di attivazione del servizio in farmacia, affrontando gli aspetti organizzativi, normativi e operativi del deblistering.

Sarà l’occasione per analizzare in modo pratico come integrare questo servizio nella farmacia territoriale e quali opportunità può offrire nella presa in carico del paziente cronico.

È possibile registrarsi gratuitamente al seguente link.

(Visited 217 times, 3 visits today)

Potrebbe interessarti anche: