Federfarma Lombardia comunica i numeri dell’edizione 2026 delle Giornate di Raccolta del Farmaco. Quest’anno, in Lombardia, le 1.383 farmacie aderenti hanno raccolto 159.354 medicinali, per un valore economico complessivo di 1.573.037 euro. I farmaci donati sono stati destinati a 459 enti assistenziali, a supporto di 129.179 persone in condizioni di fragilità. Il fabbisogno complessivo segnalato dalle realtà di volontariato è stato pari a 293.921 farmaci: la raccolta ha permesso di coprire circa il 54% delle necessità, un dato superiore alla media nazionale (circa 40%), ma che conferma come la forte domanda di aiuto sanitario resti ancora superiore alla capacità di risposta.
I numeri dell’edizione 2026 superano quelli del 2025: i farmaci donati crescono del +5,1% (da 151.657 a 159.354).
Dal trend degli ultimi cinque anni (2022–2026) emerge che in Lombardia aumentano le farmacie coinvolte (+10,5%), i farmaci raccolti (+19%) e gli enti sostenuti (+14%). Nello stesso periodo, il fabbisogno espresso dalle realtà assistenziali è cresciuto del 49% e il numero delle persone assistite del 45%.
Sul piano territoriale, nel 2026 Milano concentra oltre un terzo del valore economico regionale e più della metà delle persone assistite, con 52.012 farmaci raccolti per un valore di 541.587 euro e 69.800 assistiti. Seguono Bergamo (21.150 medicinali per 195.758 euro e 19.722 assistiti), Varese (18.362 farmaci, 185.399 euro, 7.792 assistiti) e Monza e Brianza (18.273 farmaci, 180.086 euro, 3.628 assistiti), che confermano un contributo rilevante alla rete solidale lombarda.
«Crescono i risultati delle Giornate di Raccolta del Farmaco e il sistema farmacia lombardo conferma una risposta forte e strutturata – dichiara Annarosa Racca, Presidente di Federfarma Lombardia –. Ringrazio tutti i colleghi che, anche nel 2026, non hanno fatto mancare il loro fondamentale supporto e tutti i cittadini che, come ogni anno, hanno scelto di donare. In futuro, per rispondere alla crescita costante dei bisogni assistenziali, serve continuare a rafforzare il lavoro di rete, insieme a volontariato e realtà del territorio».




