L’epidemia influenzale è entrata nella sua fase centrale e il picco è atteso nelle prossime due settimane. Ma il dato che emerge con maggiore forza riguarda la durata della stagione: la circolazione del virus potrebbe proseguire fino alla primavera, prolungando l’impatto sanitario ben oltre i mesi invernali. A indicarlo sono i dati della sorveglianza dell’Istituto Superiore di Sanità, ripresi dalla Società Italiana dei Medici di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG). Al 4 gennaio 2026 l’incidenza si aggira intorno ai 14 casi ogni 1.000 assistiti adulti, con valori molto più elevati nei bambini sotto i 4 anni, dove si raggiungono circa 37 casi ogni 1.000. La curva epidemica resta quindi su livelli sostenuti su gran parte del territorio nazionale.
Dal punto di vista virologico, la stagione è dominata dai ceppi influenzali A(H1N1)pdm09 e A(H3N2), affiancati da altri virus respiratori, fra cui SARS-CoV-2, rhinovirus e virus respiratorio sinciziale. La sorveglianza delle forme gravi mostra un quadro in linea con la stagione precedente, con una maggiore incidenza nei soggetti non vaccinati.
È proprio la possibile estensione della coda epidemica fino alla primavera a rendere attuale il tema della prevenzione anche in questa fase avanzata della stagione. «La vaccinazione antinfluenzale trova ancora utilità per una copertura efficace della coda lunga dell’epidemia stagionale», ha dichiarato Alessandro Rossi, presidente della SIMG, sottolineando che il beneficio non si esaurisce con l’avvicinarsi del picco.
Sul fronte della gestione clinica, la SIMG richiama a un uso appropriato delle terapie. «I medici di famiglia raccomandano un uso corretto dei farmaci, limitato al trattamento dei sintomi e sempre sotto controllo medico, evitando antibiotici e cortisonici», sottolinea Ignazio Grattagliano, Vicepresidente SIMG. Gli antibiotici non trovano indicazione nelle infezioni virali e la loro eventuale prescrizione deve essere riservata ai soli casi necessari, su valutazione clinica.
L’esperienza delle ultime stagioni, osserva la SIMG, conferma che l’epidemia influenzale non segue più un andamento breve e concentrato: dopo il picco, la circolazione del virus può proseguire per settimane, fino ai mesi primaverili, mantenendo alta l’attenzione sulla prevenzione.




